Fino a 27.000 nuove Pensioni con la norma che andrà a modificare il contratto di espansione nel decreto Sostegni-bis: sono le prime stime sul numero dei lavoratori che nel 2021 avrà la possibilità di anticipare l'uscita di cinque anni rispetto alla vecchiaia dei 67 anni o ai contributi necessari per arrivare a 42 anni e 10 mesi dell'anticipata Fornero. Il governo Draghi punterebbe dunque sull'agevolazione all'esodo per favorire le uscite del 2021: in attesa di ulteriori novità, le domande dovranno pervenire all'Inps entro il 30 novembre prossimo ma con il decreto in arrivo la platea dei beneficiari si prevede in forte allargamento.

Riducendo, infatti, la soglia dimensionale dei datori di lavoro a 100 dipendenti, potrebbero essere fino a 15mila le imprese interessate. Inoltre, continuano gli incontri per migliorare lo strumento che potrebbe risultare decisivo sia per il dopo quota 100 e la riforma delle pensioni, che per far fronte alle necessità occupazionali delle aziende nell'emergenza coronavirus e nel periodo successivo allo sblocco dei licenziamenti collettivi.

Pensioni con uscita a 62 anni o 37 e 10 di contributi: nel Sostegni bis potrebbero abbassarsi i parametri

Molti di più, rispetto a quanti ne aveva preventivati la legge di Bilancio 2021, i lavoratori interessati alle pensioni anticipate a 62 anni o con 37 anni e 10 mesi di contributi nel caso in cui il governo Draghi dovesse abbassare la soglia dimensionale nel prossimo decreto Sostegni.

Dai circa 6mila nuovi prepensionamenti previsti per il 2021, l'abbassamento del limite da 250 a 100 dipendenti per le imprese che potrebbero ricorrere alle misure del contratto di espansione significherebbe portare all'uscita, nel solo anno in corso, di 27mila dipendenti e di altrettanti nel 2022. L'adesione del lavoratore rimarrebbe volontaria, come avviene attualmente per le aziende che stanno sperimentando lo strumento, e in modalità incentivata dall'impresa, per la quale i costi dei pensionamenti verrebbero in parte ammortizzati dai due anni dell'indennità di disoccupazione Naspi (tre anni per le imprese di almeno 1.000 dipendenti che facciano almeno un assunto per ogni tre pensionamenti).

Pensioni del 2021 e 2022 con il contratto di espansione: possibile allargamento a chi lavora nelle piccole imprese

In tutto sarebbero circa 15mila le aziende che rientrerebbero nei nuovi parametri degli scivoli previdenziali del contratto di espansione. Secondo quanto riportato nella relazione tecnica alla norma da inserire nel decreto Sostegni-bis, lo strumento di agevolazione delle pensioni con cinque anni di anticipo sulla vecchiaia o sull'anzianità interesserebbe una platea di datori di lavoro stimati in circa 2.000 imprese con almeno 250 dipendenti, 900 con oltre 500 unità e 15.000 piccole imprese a partire dai 100 addetti che verrebbero ammesse alla possibilità di riorganizzare il proprio personale con i prepensionamenti.

La spesa stimata dai tecnici del governo è tra i 200 e i 300 milioni di euro, un esborso giudicato sostenibile che avrebbe già incassato il sostanziale via libera sia della maggioranza che delle parti sociali.

Non solo pensioni nel contratto di espansione: anche la possibilità del part-time

La possibilità di andare in pensione con cinque anni di anticipo per i lavoratori delle imprese con i requisiti richiesti dal contratto di espansione non rappresenta l'unico beneficio. Lo strumento consente anche di creare le condizioni ideali per assumere risorse qualificate o per formare gli addetti sulle competenze che necessitano di aggiornamenti, soprattutto tecnologici. Inoltre, nel novero dei possibili utilizzi del contratto di espansione rientra anche la copertura tramite la Cassa integrazione straordinaria (Cigs) per un periodo di 18 mesi per ridurre l'orario lavorativo del 30% ai dipendenti che non hanno ancora maturato i requisiti per accedere allo scivolo pensionistico.

Tuttavia, nella fase emergenziale, l'esodo previdenziale rappresenta la vera alternativa ai licenziamenti collettivi una volta che verrà meno il blocco che è stato confermato dal decreto Sostegni di fine marzo. E i tempi di adesione al contratto di espansione delle imprese potrebbero essere più brevi di quanto si pensi: il blocco dei licenziamenti delle imprese industriali e di costruzioni sarà in vigore fino al 30 giugno, quello delle aziende del terziario che hanno accesso durante la fase di emergenza coronavirus anche a strumenti a sostegno del reddito come il Fondo d'integrazione salariale (Fis) scadrà il 30 ottobre prossimo.

Riforma pensioni e dopo quota 100: i sindacati premono per uscita a 62 anni

La modifica del nuovo decreto sembrerebbe dunque arrivare nel periodo in cui le imprese avranno maggiore necessità del sostegno statale. In più, occorre considerare che il contratto di espansione deve passare per l'accordo con i sindacati. Proprio le parti sociali sarebbero favorevoli ad allargare la platea delle possibili pensioni anticipate al pari delle associazioni di categoria Confindustria e Ance (settore costruzioni). Il direttore dell'area Lavoro, Welfare e Capitale umano di Confindustria Pierangelo Albini si è detto favorevole a un ripensamento della misura: "Serve uno strumento che consenta di fare formazione per aggiornare le competenze del personale, assumere i giovani e accompagnare alla pensione o a un altro impiego il personale che non è parte del progetto di trasformazione dell'azienda".

Il sottosegretario all'Economia Claudio Durigon, che proprio nelle ultime settimane è stato al centro dell'attenzione per il dibattito politico sulla riforma delle pensioni e sul dopo quota 100, difende il contratto di espansione introdotto nell'estate del 2019 proprio nel primo governo Conte di Lega e M5S: "È fondamentale che la misura abbia una copertura pluriennale". Quasi a sottolineare che lo strumento, già finanziato per 117,2 milioni di euro per il 2021, 132,6 milioni per il 2022, 40,7 per il 2023 e 3,7 per il 2024 sia destinato a ricevere maggiori sforzi del governo per il sostegno del prepensionamento dei lavoratori e per la riorganizzazione del tessuto delle piccole e medie imprese del Paese.