Lunedì 13 luglio prenderà il via la nuova stagione del Genoa. Finalmente un momento reale, con tanto di profumo di campo, quello che andrà in scena dalle 16 allo Sciorba Stadium prima del consueto ritiro austriaco di Neustift. Genoa nel pieno di una campagna abbonamenti partita col piede giusto, nonostante venti di malcontento che da qualche giorno spirano.

Dove eravamo rimasti?

L'undici che schiererebbe il Genoa se il campionato iniziasse domani sarebbe in gran parte completo e perfino competitivo, con buona pace di chi sostiene che, ad oggi, il Grifone sarebbe lontano parente della squadra divertente e vincente appena congedata.

Certo, le partenze di Falque, Bertolacci, Niang, Roncaglia ed Edenilson non possono essere ignorate, tuttavia il seguente schieramento non appare così da buttare nonostante la scarsa fiducia che, in parte comunque minoritaria, circonda il gruppo: Perin, Izzo, Burdisso, De Maio; Diogo, Costa, Rincon, Marchese; Perotti, Pandev, Lazovic. Una formazione che, contando anche su riserve (potenziali) di qualità come Kucka, Pavoletti e Gakpe solo per citarne alcune, sembra in grado di reggere l'urto di una Serie A più difficile dell'ultima, specie alla luce dei ritorni ad alti livelli di Inter e Milan.

Cosa manca

Al Genoa, e lo ha spiegato anche lo stesso Preziosi ieri, mancano ancora delle pedine: la prima evidenza che salta agli occhi è un'insufficienza sulla fascia sinistra che, parola del presidente, sarà presto colmata.

Il nome nuovo è quello di N'Sakalan dell'Anderlecht, stando a quanto riportato dal Secolo XIX. Cisshoko potrebbe (il condizionale è d'obbligo) essere il secondo rinforzo atteso in Austria a ritiro iniziato, così come arriverà un'altra punta esterna. La situazione di Perotti è nota ma la pista napoletana sembra essersi raffreddata, così come al momento nessuno (Watford a parte) si è avvicinato ai 12 milioni richiesti dal Genoa.

Gasperini continua a godersi il suo asso argentino e chissà che alla fine non resti, benché tale ipotesi sia comunque minoritaria. L'esterno nuovo, in ogni caso, non sarà M'Poku - finito al Chievo - mentre scalpita il rientrante Fetfatsidis. Al di là dei nomi, in Austria dovrebbero giungere nelle prossime settimane altri tre o quattro calciatori.

Vedremo. Così come staremo a vedere se e quale altro gioiello finirà nelle mire di qualche "big", visto che come si dice in questi casi "il calciomercato è lungo".

Preziosi miglior presidente del dopoguerra? Sì!

Intanto, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, Preziosi e Gasperini sono ottimisti sulla creazione di una squadra "come sempre" all'altezza. Concetto ribadito da Gasperini e rafforzato da Preziosi che, rispondendo a parte della tifoseria che lo critica, ha rivendicato che un giorno sarà ricordato come miglior presidente del dopoguerra. Evidenza che per ogni genoano di buona memoria non dovrebbe neppure discutersi ma che, nel calcio di oggi, sembra sfuggire a tanti che non molti anni fa avrebbero sognavano di vedere un Genoa stabilmente in A, vincere diversi derby e con fior di campioni.

Certo, la questione Uefa e la famigerata "valigetta" resteranno nel curriculum di un presidente che resta la sola garanzia di sopravvivenza in assenza di sceicchi in un calcio dove perfino presidenti vincenti come Lotito e De Laurentiis scontano durissime e spesso immotivate contestazioni. L'amico Lotito, forse, può dare a Preziosi qualche consiglio sul come ignorare insulti, sberleffi ed appellativi che certi genoani gli riservano.

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