Due mesi fa, l'Italia si è risvegliata con la tragica e prematura scomparsa del capitano della Fiorentina Davide astori, stroncato da un malore notturno. La Serie A, per una settimana, si è fermata, col fine di ricordare un ragazzo che del calcio ne aveva fatto una passione, ancor prima che un lavoro. Astori, con la sua scomparsa, era riuscito in un vero e proprio miracolo: unire tutte le società e le tifoserie sotto un'unica bandiera. Oggi, a sessanta giorni da quel terribile evento, le cose sembrano esser tornate "alla normalità".
Non è cambiato nulla
Nelle molte foto di Davide Astori, il ragazzo appare sempre con un inconfondibile sorriso sulle labbra. Quel sorriso che, sicuramente, avrà avuto dal cielo anche nel triste giorno del suo funerale, durante il quale, tra la gente presente, non vi erano tifosi di diverse fazioni, ma solamente persone unite nel ricordo di un padre di famiglia andato via troppo presto. Come se non bastasse, in quello stesso giorno, si sono visti volti noti della curva viola applaudire tesserati della Juventus, storica rivale della Fiorentina e, nel week end successivo, su tutti i campi di Serie A è stato trasmesso un video commovente del giocatore scomparso. Quella morte così inaspettata, per un attimo, ha fatto riflettere tante persone su come si sarebbe dovuto vivere, da quel momento in avanti, un sport come il calcio che, pur facendo discutere, non dovrebbe mai sfociare nell'odio e nella violenza.
Un buon proposito che, per certi versi, ha ricordato quelli del primo giorno dell'anno, quando sei convinto di cambiare per sempre la tua vita, ma finisci per smentirti poco dopo. Infatti, la tregua nel mondo del calcio italiano è durata il tempo di un battito di ciglia ed è definitivamente conclusa nelle ultime settimane. Se non abbiamo dovuto aspettare molto per risentire cori ai limiti dell'assurdo in stile "devi morire", l'aggressione nei confronti del tifoso del Liverpool ridotto in fin di vita e le polemiche social successive ad Inter-Juventus hanno dimostrato che, anche dalla tragedie, noi italiani non riusciamo ad imparare molto.
Scusaci Davide
Eppure ad Astori avevamo promesso un calcio diverso.
Se evitare le polemiche, nel nostro campionato, sembra un'impresa irrealizzabile, le manifestazioni d'odio e di violenza tra tifosi, invece, rappresentano un qualcosa che può davvero essere eliminato. Citando il grandissimo Freddie Mercury, "the show must go on". Già, ma questo può definirsi uno spettacolo?