Non ci sta Giorgia Meloni a fungere da terza gamba nel Centrodestra. La fondatrice e leader di Fratelli d’Italia ha avvertito i suoi alleati senza troppi giri di parole. Pur non mettendo in discussione l’intesa siglata all’indomani della vittoria nelle regionali siciliane, Meloni ha chiesto a gran voce un incontro che comprende tutte le componenti. C’è da siglare un patto, un programma che possa trainare il carrozzone davanti a tutti il prossimo 4 marzo. Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, da par loro, sembrano però temporeggiare dinanzi al suo pressing.

L’ex Cavaliere è impelagato notte e giorno nella composizione delle liste; il segretario della Lega, invece, non ha fatto alcun passo indietro rispetto ai propositi bellicosi da candidato premier. Insomma, il centrodestra c’è ma le strette di mano tardano ad arrivare. Sullo sfondo vi sono inoltre le regionali nel Lazio, che già hanno causato una mini frattura: Berlusconi è a caccia di un personaggio popolare da pescare nella società civile, Meloni punta sul capogruppo FdI Fabio Rampelli, Salvini ha già incoronato pubblicamente Sergio Pirozzi. A rallentare ulteriormente l’accordo tra le parti è la nuova legge elettorale che Meloni ha definito “ridicola” perché spinge gli alleati “ad esasperare le proprie differenze nella speranza di raggranellare punti”.

Contro le larghe intese (Berlusconi-Renzi, Salvini-Di Maio ndr), invece, l’ex ministro della Gioventù ha raccontato a Libero Quotidiano la sua ricetta: “Una clausola anti-inciucio”.

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