A 'Piazzapulita' su La7 questo giovedì 1° marzo è intervenuto il senatore uscente Denis Verdini, il quale si è soffermato sulle imminenti Elezioni politiche. Ecco le parti salienti di quello che ha detto.

'Dopo le elezioni non ci sarà maggioranza; rivendico di aver contribuito a far dividere la sinistra'

Denis Verdini ha esordito dicendo: "Nel mondo stanno esplodendo i populismi, basta vedere che in Germania servono le larghe intese e che la Francia ha i nostri stessi problemi. Credo che l'Italia abbia bisogno che le forze, pur diverse, possano stare insieme e debbano guidare il paese in questo momento difficile.

La mia sensazione è semplice: numeri alla mano con un breve calcolo è evidente che dopo le elezioni nessuno raggiungerà la maggioranza ed essa dovrà essere trovata in Parlamento".

Poi Verdini ha proseguito: "Nei tre anni di sostegno al Governo Renzi, uscivano ogni giorno ANSA da parte della sinistra PD, oggi LeU, in cui venivo dipinto come il Demonio pur di non attaccare il leader del loro partito. (...) Poi alla fine si sono divisi. Io rivendico ad ALA un'azione di modernità in seno alla sinistra, io ho contribuito a farli separare perché in Parlamento ho annullato la loro valenza portando i miei sulle posizioni del Governo. Senza di noi non si sarebbero fatte le riforme e non si sarebbe costretta la sinistra ad accettare una serie di questioni: politicamente stiamo stati determinanti, su questo non ci piove".

Verdini rivela di aver ispirato il Rosatellum e prevede che i 'voltagabbana' saranno importanti dopo il voto

Verdini ha poi rivelato di aver ispirato l'attuale legge elettorale: "Quando io l'ho scritta voleva essere 50% proporzionale e 50% uninominale, con premio di maggioranza nel proporzionale e sbarramento all'1% per dare diritto di tribuna a tutti.

Poi i partiti come PD, Forza Italia e Lega ci hanno voluto rimettere le mani ed è uscito il Rosatellum".

Parlando dei "cambi di casacca" Verdini ha detto: "Molti adesso dicono di volere il vincolo di mandato, ma Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e PD sono stati i primi ad aver accolto nei rispettivi gruppi dei parlamentari eletti con altri partiti.

Penso che dal momento che nessuno avrà la maggioranza, anche nella nuova Legislatura, i "voltagabbana" saranno fondamentali per tenere in piedi la Camera e il Senato: vedrete, d'altronde per governare ci vogliono i numeri...".

Parlando dell'immediato scenario dopo le elezioni, Verdini ha spiegato: "Anche l'adesione iniziale ai gruppi parlamentari sarà importante, specie per quelli eletti nei collegi uninominali e sostenuti da una coalizione: in teoria si sa, ma non è detto. In Parlamento contano i gruppi e la loro consistenza. Lì si capirà anche che cosa accade per la formazione di un Governo. Se al centrodestra mancheranno pochi seggi per la maggioranza, va comunque detto che non bastano pochi numeri per governare davvero. Ci sono poi gli eletti nel 5 Stelle che già sappiamo saranno rifiutati e che andranno nel Gruppo Misto, poi saranno contendibili".

Precisando: "Io sono favorevole a un Governo di larghe intese e ricordo che da sempre i Governi sono un collante per chi ne fa parte". E aggiungendo: "La responsabilità di questa situazione è di chi ha rotto il Patto del Nazzareno: resto convinto che lo ha rotto Berlusconi ma che Renzi ne ha consentito la rottura; tale patto avrebbe davvero modernizzato il Paese e non avrebbe portato a questa legge elettorale".

Verdini: 'Io voto sia Berlusconi che Renzi perché rivoglio il Nazzareno'

Ho una grande nostalgia di Berlusconi, è un uomo geniale e gli sono riconoscente. Ma ho nostalgia anche di Renzi, che ha superato un modo di ragionare della sinistra: lui l'ha tirata fuori dalle secche. Poi però si è fermato. La scissione PD è stata importante: la sinistra radicale in questo paese ha un grande cuore, ma la pensa come un secolo fa, è fuori dal tempo: parlano.

Io come tutti domenica ho due schede: in una voto Silvio Berlusconi e in una voto Matteo Renzi, perchè voglio la risurrezione del Nazzareno. Questo è quel che farò io personalmente".

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