Negli ultimi giorni si sta facendo sempre più largo la possibilità dell'avvio di un dialogo fra M5S e Pd per la formazione di una possibile maggioranza di Governo. Fra i passaggi decisivi per comprendere se sarà realmente possibile quantomeno l'inizio delle trattative vi è la Direzione nazionale del PD che si svolgerà il prossimo giovedì 3 maggio a Roma.

E' da questo punto di vista interessante dare un'occhiata alla composizione della Direzione nazionale del PD, in base alle aree politiche interne uscite dall'ultimo Congresso, in modo da ottenere una possibile mappa dei favorevoli e dei contrari ad avviare le trattative con il Movimento di Luigi Di Maio. Ricordiamo intanto che i membri aventi diritto di voto in Direzione PD sono circa 215, ma vediamo meglio la composizione Politica interna.

I membri del PD contrari ad un accordo con il M5S

Fra i membri della Direzione Nazionale del PD che, stando alle varie dichiarazioni di questi ultimi giorni e settimane, dovrebbero essere contrari all'apertura di un dialogo che possa portare a un accordo di Governo con il M5S vi è il 20% che fa riferimento all'ormai ex ministro dello Sport Luca Lotti, il 20% che si colloca nell'area "Guerini-Delrio", il 10% dei cosiddetti "Millennials", ovvero i 20 giovani dai 18 ai 32 anni molto vicini a Matteo Renzi, ma anche il 5% di esponenti vicini a Maria Elena Boschi, così come il 5% facenti capo a Ettore Rosato e il 5% che fanno riferimento al presidente nazionale del partito Matteo Orfini.

Fra i contrari spiccano varie personalità come il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e l'ormai ex governatrice del Friuli Debora Serracchiani. Seppur non faccia parte della Direzione, avendo aderito al partito meno di due mesi fa, è nettamente contrario a qualsiasi accordo con il M5S anche il ministro Carlo Calenda, il quale ha messo in discussione la propria permanenza nel partito qualora si arrivasse a un'alleanza.

Gli esponenti del PD favorevoli a un dialogo con il M5S

Fra coloro che si sono in qualche modo detti "possibilisti" sul dialogo con il M5S possiamo annoverare i membri della Direzione che fanno riferimento al Guardasigilli Andrea Orlando, il quale conta sul 16% dei delegati, mentre ancora più esplicitamente favorevole a un possibile accordo è quel 7% che fa capo al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

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Ma se queste sono posizioni piuttosto note da alcune settimane, negli ultimi giorni si sono detti disponibili a provare almeno a trattare anche l'attuale reggente Maurizio Martina che in direzione conterebbe circa sul 7% dei membri, così come il ministro della Cultura Dario Franceschini che si è detto favorevole a iniziare una trattativa: l'ex segretario dem gode dell'appoggio del 5% di membri della Direzione. Fra i favorevoli ad aprire quantomeno la discussione con il M5S ci sono (oltre al già citato Emiliano) anche altri due presidenti di regione dem in carica, come il piemontese Sergio Chiamparino e il Nicola Zingaretti (quest'ultimo peraltro sta dialogando proprio coi pentastellati anche per dare il via al proprio secondo mandato in Regione Lazio).

Fra i favorevoli al dialogo anche due sindaci di grandi città, i quali comunque non fanno parte della Direzione nazionale, come il milanese Giuseppe Sala e il palermitano Leoluca Orlando, così come anche l'ex presidente della regione Sicilia Rosario Crocetta.

Insomma, guardando a questi numeri sembrerebbe che ci siano davvero poche possibilità di un accordo fra PD e M5S, dal momento che circa i 2/3 dei delegati dem fanno riferimento ad aree interne contrarie a questa ipotesi. Ma specie di questi tempi, in politica, una settimana è molto lunga e non è da escludersi che qualcosa possa cambiare da qui alla Direzione del 3 maggio.

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