Armi chimiche in Siria. Vere o presunte. Donald Trump pronto a bombardare lo stato mediorientale, Vladimir Putin al contrario è pronto a difenderlo. Ancora una volta i rapporti tra Stati Uniti e Russia sono tesi, secondo alcuni quanto e più del periodo della guerra fredda. E questo porta alla mente idee di scenari catastrofici, scenari di terza guerra mondiale, come se non fossero bastati i mesi passati in cui a farla da padrone era la minaccia di una guerra nucleare paventata, da un lato, sempre dagli Stati Uniti, e dall’altro dalla Corea del Nord.

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Anche l’Italia si trova a essere giocoforza coinvolta in questa morsa tra le due superpotenze. Lo è come alleata degli Stati Uniti e come attore della scena internazionale. Anche un momento come questo tuttavia, le varie anime politiche del nostro paese si trovano molto discordanti sulle azioni da intraprendere.

Le parole di Gentiloni e la richiesta di M5S e PD di riferire in aula

L’uso di armi chimiche non può essere in alcun modo tollerato, non bisogna dimenticarsi della tragedia in Siria e bisogna riportare al centro le Nazioni Unite e lavorare per la pace.

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Così il presidente del consiglio Paolo gentiloni. Intervengono immediatamente anche Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, che chiedono che il governo riferisca in aula sulla situazione. Marcucci del Pd tra l’altro chiede che il governa porti a conoscenza il parlamento delle azioni che l’Italia potrebbe prepararsi a intraprendere.

La posizione in contrasto del centrodestra

Il centrodestra ha una visione decisamente diversa di quanto sta accadendo in Siria.

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Matteo Salvini

Paolo Romani di Forza Italia ha, infatti, espresso un ragionamento che mette in dubbio il reale utilizzo di armi chimiche da parte di Assad. Secondo Romani, infatti, essendo la vittoria in Siria molto vicina, per il governo del paese non avrebbe avuto alcun senso l’utilizzo di tali strumenti di morte che avrebbero sollevato il disappunto internazionale.

Anche la leader di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni è voluta intervenire sulla questione.

Secondo la Meloni ancora una volta si parla di utilizzo di armi chimiche senza prove concrete. La presidentessa di FdI vede in queste accuse l’ennesimo innesco pretestuoso per scatenare una guerra sullo scacchiere mediorientale, che poco ha a che spartire con le reali necessità del popolo siriano. Fratelli d’Italia, conclude l’ex ministro della gioventù, non asseconderà azioni spregiudicate in questo frangente.

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Ovviamente non potevano mancare anche le parole di Matteo salvini, leader della Lega, e dopo lo scorso 4 marzo anche dell’intero centrodestra. Il segretario del Carroccio prende una posizione netta contro ogni intervento in Siria, e secondo lui anche l’Italia come Stato dovrebbe farlo. Per Salvini, le armi chimiche -mai trovate in passato- sono esclusivamente un pretesto per poter scatenare una guerra dai risvolti politici ed economici.

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Le parole di Salvini, hanno colpito il segretario del Partito Democratico Maurizio Martina che attacca il leader leghista: "Salvini vuole cambiare le alleanze internazionali del nostro Paese? Se è così, lo dica chiaramente".

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