Cercasi Liberi e Uguali disperatamente. Il partito di Pietro Grasso dopo la débâcle clamorosa alle ultime elezioni politiche è a un passo già dall’estinzione. All’irrisorio consenso delle urne, infatti, non è seguita alcuna reazione da parte dei numerosi leader (o presunti tali) che hanno preferito giocare al nascondino. A denunciare il totale immobilismo dei vertici del partito (nato con l’aspirazione di rappresentare il punto di riferimento di una nuova Sinistra antagonista al Partito Democratico) sono stati gli stessi militanti.

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Uno zoccolo duro deluso, arrabbiato, pronto a migrare altrove o a tornare addirittura “a casa”. Proprio il rapporto ambiguo e turbolento con il Pd è il principale tema di discussione sui gruppi ufficiali presenti sui Social Network. Dopo il passo indietro di Matteo Renzi al Nazareno (dimostratosi tuttavia solo formale) la gran parte dell’elettorato LeU ha invocato una riappacificazione con gli ex compagni.

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La ricostruzione di un Centrosinistra ampio e unito resta il cruccio di molti, perché considerato il solo argine al boom prepotente del Centrodestra e, più in particolare, alle forze populiste come Lega e M5S. Un orizzonte naturale che, per Roberto Speranza, passa inderogabilmente dall’azzeramento totale del PD “ancora imprigionato negli errori degli ultimi anni e in un progetto che ha fallito”.

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