Nonostante la debacle alle ultime politiche e le seguenti dimissioni da segretario, Matteo Renzi non ha mai abbandonato la cabina di regia del Partito Democratico. Seppur in posizione defilata, anzi, il senatore semplice (come si è autodefinito dopo il quattro marzo) ha serrato le truppe imprimendo una netta accelerata sotto il profilo mediatico. Tra i diversi account social, indirettamente collegati a Renzi, l’attacco più feroce agli avversari interni è stato condotto dal sito senzadime.it.

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A 24 ore dall’attesissima Direzione nazionale del Pd è stata pubblicata in rete una sedicente lista volta a inquadrare (o per meglio dire smascherare) i parlamentari pro e contro un ipotetico accordo con il Movimento5Stelle. Una coincidenza che non poteva passare inosservata, al di là della dubbia operazione di trasparenza che pure hanno rivendicato i gestori del sito. L’iniziativa ha scatenato accese polemiche, in primis tra la minoranza del partito.

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Dario Franceschini (uscito nelle scorse settimane apertamente allo scoperto in favore di un’intesa con i Cinquestelle ndr) ha commentato con amarezza il fattaccio: “Quando in una comunità politica alla vigilia di una discussione seria che riguarda il partito e il Paese si arriva a questo, c’è qualcosa di profondo che non va”.

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