I due nodi principali della trattativa tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio verranno sciolti tra poche ore: i punti del contratto di governo e, soprattutto, i nomi del premier e dei ministri di questo inedito esecutivo giallo-verde. Oggi, 10 maggio, dopo aver disdetto tutti i rispettivi impegni, i due leader si incontrano, ma non è assolutamente detto che tutti i dubbi vengano sciolti entro la serata.

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Il capo dei pentastellati vorrebbe chiudere prima il contratto, nel quale dovrebbero esserci reddito di cittadinanza e abolizione della legge Fornero. Ma l’attenzione mediatica, come è inevitabile che sia, è puntata sui nomi dei membri del governo. Vediamo chi sono i favoriti, anche se le sorprese non mancheranno di sicuro.

Chi sarà il premier del governo M5S-Lega?

I nomi dei pretendenti alla presidenza del Consiglio e alle poltrone ministeriali del governo M5S-Lega girano un po' su quasi tutti i quotidiani e siti online.

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A fornire una griglia abbastanza completa dei favoriti ci pensano il sito di Mediaset Tgcom24 e quello del Sole24Ore. La possibilità che sia uno tra Di Maio e Salvini a prendere possesso di Palazzo Chigi resta ancora in piedi, anche se i due alla fine dovrebbero optare per un ‘premier terzo’, accontentandosi il primo del ministero degli Esteri o di quello del Lavoro e il secondo, naturalmente, di quello dell’Interno per gestire in prima persona l’emergenza immigrazione.

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Politica Matteo Salvini

A quel punto a diventare premier potrebbe essere un leghista, ma il nome di Giancarlo Giorgetti sembra ormai bruciato, mentre si fa strada quello di Giulia Bongiorno, arruolabile anche, in alternativa, come ministro della Giustizia. Di nomi pentastellati al momento non ce ne sono, mentre conservano ancora qualche possibilità due ‘tecnici’ come Carlo Cottarelli ed Enrico Giovannini.

I nomi dei possibili ministri

Detto di Giulia Bongiorno e degli stessi Salvini e Di Maio, la spartizione delle poltrone ministeriali resta ancora un rebus che solo i leader di M5S e Lega potranno sciogliere.

Intanto, però, prendono quota i nomi dei leghisti Claudio Borghi o Armando Siri come possibile ministro dell’Economia, dei pentastellati Lorenzo Fioramonti allo Sviluppo Economico, Pasquale Tridico al Lavoro, Alfonso Bonafede alla Giustizia e Riccardo Fraccaro ai Rapporti con il parlamento. Posti, questi ultimi due, contesi a Fraccaro dal deputato leghista Raffaele Volpi e a Bonafede da Nicola Molteni.

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Il ministero delle Telecomunicazioni dovrebbe tingersi di verde, mentre al Turismo dovrebbe andare il pentastellato Mattia Farinati. Non è escluso, infine, nemmeno il grande ritorno in una compagine governativa del ‘vecchio lumbard’ Roberto Calderoli, candidato, in alternativa al grillino Danilo Toninelli, al ministero delle Riforme costituzionali.

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