Nella mattinata di questo sabato 24 novembre si è svolta a Roma l'assemblea "La prossima Europa la fanno le persone" organizzata dalla rete Futura, presieduta da Laura Boldrini.
Un incontro che ha avuto al centro la discussione in vista delle prossime elezioni Europee di maggio 2019, in particolare riguardo a come si presenterà a tale competizione il campo di centrosinistra. Assemblea che già dalla locandina di presentazione parlava chiaramente di voler lanciare una "proposta che vada oltre i vecchi schemi, che poggi le basi su tre pilastri: persone, unità, una nuova Europa: ecologista, progressista e femminista".
Futura lancia l'idea di una lista ecologista, progressista e femminista verso le Europee
L'introduzione e le conclusioni dell'incontro sono state affidate a Marco Furfaro, coordinatore nazionale di Futura, il quale fra le altre cose ha detto: "La sinistra in questo paese è diventata antipatica e repellente. Ma l'orologio è rimasto fermo al 4 marzo e nessuno ha fatto conti con la sconfitta. Ma ora una stagione è finita, chiedo a tutto il centrosinistra di passare dal modello Minniti al modello Lucano. Serve un'unità ma non per passare un quorum, ma per un progetto politico per provare a cambiare l'Europa (...) Rischiamo l'impossibile perché la nostra cultura politica che ce lo impone: noi vogliamo riaprire una partita e ricostruire un'idea di società.
Sarà un processo lungo ma dobbiamo farlo".
In mezzo diversi interventi di vari amministratori locali di centrosinistra, che all'unisono hanno ribadito la propria opposizione al Governo in carica, chiedendo però anche discontinuità rispetto a quanto il PD ha fatto in questi ultimi anni; fra loro anche Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della regione Lazio.
Sono stati trasmessi in assemblea dei messaggi video di saluto anche da parte di Lorenzo Marsili di Diem25 e di Monica Frassoni dei Verdi Europei. Fra gli interventi anche Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri e membro di "Italia in Comune", il movimento di Federico Pizzarotti. Assente invece, rispetto a quanto preannunciato, la segreteria nazionale di Possibile, Beatrice Brignone.
Ma i momenti più attesi dell'incontro sono stati gli interventi di Laura Boldrini, ex presidente della Camera e attualmente deputata nel gruppo di LeU, e di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e fra i candidati a diventare segretario nazionale del PD all'imminente congresso. Vediamo le parti salienti di quello che hanno detto.
Boldrini: 'Alle Europee una lista senza simboli di partito basata su 5 punti; prestare attenzione al Congresso del PD'
Laura Boldrini ha esordito attaccando duramente il Governo Lega-M5S riguardo al taglio dei fondi per le vittime legate al femminicidio: "E' una vergogna risparmiare sulla pelle delle donne". Oltre che sulle scelte economiche che hanno condotto alla bocciatura della Commissione UE della Manovra: "Non era mai successo prima.
Io sono contro l'austerità che è stata una stagione sbagliata che ha fatto ancora peggio. Ma sento di dover contrastare le scelte di questo Governo, il quale non si impegna realmente a cambiare le regole, preferendo ignorarle: loro se ne fregano delle regole, non vogliono cambiarle".
Sul piano della proposta politica la Boldrini ha detto: "Non possiamo assumerci la responsabilità storica di aver contribuito all'espulsione di qualsiasi cultura progressista da questo paese. Per questo dobbiamo agire per opporre una resistenza e dobbiamo farlo partendo dalle persone e dai nostri valori e principi". Aggiungendo: "Occorrono 5 priorità programmatiche su cui unirci: il cambio radicale delle politiche economiche dell'UE, una diversa politica fiscale più armonica che colpisca ad esempio i giganti del web, il tema dell'ambiente che deve essere al centro, il tema dei diritti civili e la gestione dell'accoglienza rispetto a quella della fortezza europea".
Concretamente la Boldrini ha detto: "Qui è il momento di non stare a vedere il cavillo, ma vedere come unire le forze. E non sto parlando certo del Fronte Repubblicano che unisce le élite europee, io dico invece partiamo dai bisogni delle persone. Ci sono molte energie in questo paese che vogliono reagire e che non si riferiscono a questi partiti. Il PD non è il mio partito, ma non possiamo disinteressarci dell'esito di questo congresso, perché è la forza principale dell'area progressista. Come possiamo immaginare un'alternativa senza? Certo che dobbiamo seguire le sorti di quel congresso. Mi auguro che ne escano con una linea chiara di discontinuità e con una reale apertura a quel che si muove nel paese.
Mi spiace che fra i 7 candidati non ci sia neanche una donna: questo è un serio problema politico".
Prima di concludere: "La mia proposta è di costruire per le Europee una lista senza simboli di partito, con persone autorevoli nei vari ambiti sociali di riferimento, dell'associazionismo e delle realtà civiche. Esse non sono state rappresentate alle Politiche, possono esserlo adesso. Una lista che faccia suo lo slogan 'Cambiare l'Europa, per salvare l'Europa' ".
Zingaretti: 'Non basta un partito o un leader, serve un progetto nuovo per l'Europa'
Parole, quelle di Laura Boldrini che sono state apprezzate anche da Nicola Zingaretti, il quale ha parlato poco dopo di lei. Ed ha attaccato duramente il Governo per le varie scelte politiche portate avanti, dicendo che: "Il nostro problema è capire perché gli italiani hanno scelto Lega o M5S e non noi" e invitando a ripensare il modello di sviluppo degli ultimi 15 anni, che ha aumentato le diseguaglianze: "le scelte di questo Governo le faranno crescere, con ulteriori tagli al sociale che arriveranno".
Aggiungendo: "Il tema sarà molto di più che scrivere un programma, o per le Europee di mettere insieme un arco di forze: il tema sarà il merito. La nostra collocazione, se non vuol essere la semplice riproposizione del passato, deve ripensare un modello economico che ha creato solitudine e ha distrutto benessere. Il centrosinistra italiano in questi anni è stata pieno di divisioni anche perché su questi temi abbiamo perso la bussola".
Prima di concludere: "Non basta un partito da solo, non basta un leader, ma occorre che un pezzo di popolo torni protagonista. Nel nostro campo troppe volte ha prevalso l'ego fra di noi, piegando tante scelte rispetto ai personalismi. C'è bisogno di un progetto nuovo per fermare una deriva che mette in discussione le democrazie del Novecento.
Serve una nuova Europa per riportare in campo anche una nuova generazione. Serve un'alternativa nelle forme che decideremo insieme: se la storia insegna qualcosa è che dobbiamo accompagnare la radicalità dell'innovazione e dei contenuti, alla passione di farlo insieme. Serve un'altra stagione democratica per l'Italia".