Il caso della nave Diciotti, a distanza di mesi non finisce di regalare sorprese e colpi di scena. Non si è ancora spento l'eco per la soluzione 'Politica' della richiesta di processo nei confronti del Ministro dell'Interno Matteo Salvini che ora si riapre un nuovo contenzioso giudiziario.

Come molti ricorderanno il 16 agosto 2018 la nave pattugliatore Diciotti, della nostra Guardia Costiera, raccolse 177 migranti nel mare Mediterraneo a seguito di un guasto al barcone che li trasportava. Quattro giorni dopo, successivamente al diniego delle autorità di Malta a sbarcare, raggiunse il porto di Catania.

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Dopo un lungo braccio di ferro non privo di polemiche furono fatti sbarcare

Per circa 5 giorni la nave rimase ancorata senza il permesso di fare sbarcare i rifugiati che aveva soccorso. Solo dopo lunghe trattative con gli altri paesi dell'Unione europea e l'intervento della Conferenza Episcopale Italiana i 177 riuscirono a mettere piede nella terraferma.

Furono tutti trasportati presso un centro gestito dalla Cei a Rocca di Papa, nella zona dei castelli romani.

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In pochi giorni la maggioranza di essi lasciò, pur essendo priva di documenti, il centro di accoglienza. Una buona parte fu assistita dal centro "Baobab Experience" di Roma, un'associazione che si occupa di fornire assistenza ai migranti.

Con un ricorso d'urgenza al tribunale di Roma uno studio legale sollecita il risarcimento dei danni

Proprio questa associazione, la stessa che la scorsa estate provò a portare gli stessi migranti a Ventimiglia per aiutarli ad espatriare, sarebbe l'ispiratrice di un nuovo capitolo di quello che i media oramai chiamano "Caso Diciotti".

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Politica Matteo Salvini

Fonti del Viminale nella tarda mattinata di oggi hanno comunicato che sarebbe stato depositato presso il tribunale di Roma un ricorso d'urgenza con richiesta di risarcimento danni nei confronti del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del Ministro degli Interni Matteo Salvini.

Uno studio legale della capitale che collabora con "Baobab Experience" , in rappresentanza di 41 profughi eritrei che erano a bordo del pattugliatore italiano, avrebbe depositato questa istanza con la richiesta di un risarcimento in denaro per un valore che varia tra i 42mila ed i 71mila Euro nei loro confronti.

La richiesta sarebbe dovuta quale risarcimento per essere stati privati della libertà personale a bordo della nave Diciotti nel porto di Catania.

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