Bernie Sanders, il senatore del Vermont eletto nelle file del Partito Democratico, si candida per la seconda volta alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Lo ha annunciato ufficialmente in una intervista alla Vermont Public Radio. Sanders si era già candidato alle elezioni del 2016, per soccombere soltanto a Hillary Clinton, dopo il verdetto delle primarie del Partito Democratico.

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Già allora, però, i sondaggi lo ritenevano l’unico democratico in grado di battere qualsiasi candidato del partito avverso. Clinton, infatti, ha poi ceduto di fronte al Presidente attuale, il repubblicano Donald Trump.

Sanders è nato a New York, nel distretto di Brooklyn, da madre di origini ebraiche, settantasette anni fa. Qualora riuscisse a succedere al settantatreenne Trump, diverrebbe il più anziano presidente eletto della storia degli Stati Uniti.

Teenager threatened to kill Bernie Sanders and Kamala Harris over ... - independent.co.uk
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Sanders alla guida dell’ala radicale e progressista del Partito Democratico

Autodefinitosi “socialista”, Sanders è stato eletto senatore nel 2006 come indipendente. Già nella sua precedente candidatura presidenziale, si era posto alla guida della componente “radical” del partito democratico. Ancor più vi si pone ora che tale ala ha un peso più incisivo rispetto al passato.

Nelle elezioni politiche di metà mandato, infatti, sono emersi vincitori molti giovani democratici come Alexandra Ocasio-Cortez, newyorkese del Bronx, già organizzatrice della campagna elettorale di Sanders.

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La ispano-americana ha poi guidato la rivolta del suo quartiere contro la multinazionale Amazon che, alla fine, ha dovuto rinunciare ad aprire il suo nuovo quartier generale nel Bronx. Tali successi sono indicativi dell’attuale orientamento dell’elettorato americano.

Sanders definisce Trump: 'Razzista, sessista, omofobo e xenofobo'

Il programma presidenziale di Bernie Sanders si basa su una serie di riforme radicali del sistema politico-economico americano: l’assistenza sanitaria garantita per tutti; prezzo calmierato per i farmaci, in particolare agli anziani; l’aumento del salario minimo da 10 a 15 dollari l’ora; l’istruzione universitaria pubblica e gratuita.

Naturalmente, la parte del leone del suo programma la fa la lotta ai cambiamenti climatici, di cui Trump è fiero oppositore. Per il finanziamento di tale impegnativo programma, per Sanders non ci sono problemi: basta aumentare le tasse ai ricchi ed in particolare alle multinazionali.

Nella stessa intervista con la quale ha annunciato il suo ritorno in campo, il senatore del Vermont ha sparato a zero contro il Presidente in carica. Ha infatti definito l’attuale inquilino della Casa Bianca “un bugiardo patologico (…) un razzista, sessista, omofobo e xenofobo”. Ha inoltre dichiarato di sentirsi imbarazzato, come americano, di averlo come Presidente.

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Gli avversari di Sanders sulla strada della Casa Bianca

Per quanto riguarda i possibili avversari, all’interno del Partito Democratico, nella lotta alla nomination, i potenziali avversari di Sanders fanno riferimento alle correnti di centro, di centro sinistra e dei “radicals”. Tra questi ultimi, non essendo ancora candidabile la Ocasio (ha solo 29 anni), una che può impedire a Sanders di fare il pieno dei voti è la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren.

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Ma l'economista quasi settantenne, non pare avere le stesse capacità carismatiche del suo collega “socialista”.

Nella corrente di centro-sinistra emerge la figura del quarantaseienne deputato del Texas Beto O’ Rourke, ma non sembra particolarmente temibile. Tra i centristi, invece, emergono ancora la Clinton e, soprattutto, l’ex vicepresidente Joe Biden, qualora intendesse candidarsi. I sondaggi, infatti, indicano questi come l’unico politico democratico in grado di strappare la nomination a Bernie Sanders.

Il risultato politico di novembre 2020 – data delle elezioni presidenziali – potrebbe essere condizionato dalla situazione economica statunitense. Attualmente la fiducia degli operatori dei mercati – e degli elettori – è condizionata dall’incertezza del contenzioso commerciale tra Usa e Cina e tra Usa ed Europa. Un’incertezza dovuta proprio alla Politica di Donald Trump.

Se tale incertezza proseguirà oltre l’estate, ci potrebbe essere un forte rallentamento della produzione, con tutte le conseguenze sotto il profilo dei consensi elettorali di questo o di quel candidato. Una stagnazione potrebbe sottrarre valanghe di voti al Presidente in carica o agli altri candidati democratici più “governativi”, a tutto vantaggio del “populista” di sinistra Bernie Sanders.

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