Con il deposito ufficiale dei simboli per le elezioni europee avvenuto al Viminale lunedì, risulta adesso ufficiale che l'unico fra i soggetti attualmente rappresentati in Parlamento a non aver presentato il proprio simbolo in vista del voto del 26 maggio è Liberi e Uguali.

Chi segue le vicende della sinistra politica in realtà non sarà particolarmente stupito di questo, in quanto da diversi mesi le strade dei tre soci fondatori originari del progetto nel dicembre 2017 (ovvero Sinistra Italiana, Articolo Uno-MDP e Possibile) si erano ormai separate.

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Ma appunto da lunedì è diventato anche ufficiale il fatto che il simbolo di LeU non sarà presente sulle schede elettorali nella prossima tornata elettorale.

Liberi e Uguali in Parlamento esiste ancora

Eppure la formazione che alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 era guidata da Pietro Grasso, ottenendo il 3,4% dei voti, è ancora tutt'ora formalmente rappresentata nel Parlamento italiano. Precisamente sono 18 i parlamentari complessivi attualmente in carica sotto il simbolo comune di Liberi e Uguali: 14 deputati alla Camera e 4 senatori.

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Ma dietro una cornice formalmente unitaria, il gruppo di LeU è ormai composto da soggetti sostanzialmente divergenti: la maggior parte dei parlamentari fa parte di Articolo Uno, il soggetto guidato da Roberto Speranza e di cui fa parte anche Pierluigi Bersani, che proprio nello scorso weekend è formalmente evoluto da movimento (per tal motivo è venuta meno la sigla MDP) in partito vero e proprio.

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Vi sono poi i rappresentanti di Sinistra Italiana, ovvero il segretario Nicola Fratoianni, il deputato Erasmo Palazzotto e la senatrice Loredana De Petris), poi c'è Stefano Fassina, ancora in SI ma che ormai agisce anche per l'associazione da lui fondata Patria e Costituzione.

Ci sono poi il senatore Francesco Laforgia e Luca Pastorino, i quali sono ormai nella sostanza fuori rispettivamente da Articolo Uno e da Possibile, e sono al lavoro insieme per la costruzione di un nuovo partito di sinistra (a tal proposito la loro associazione "Per i Molti" organizza un'assemblea nazionale questo 13 aprile a Firenze).

C'è poi l'indipendente ambientalista Rossella Muroni, la quale a febbraio aveva partecipato all'assemblea fondativa di Onda Verde Civica, ma che dopo il tramonto di tale esperienza non ha ancora espresso un endorsement per le Europee. Così come indicazioni ufficiali non sono arrivate da Pietro Grasso. Infine vi è Laura Boldrini, pure l'ex presidente della Camera non si è ancora ufficialmente espressa sul voto del 26 maggio, ma va segnalato che i due giovani leader di "Futura", la rete fondata dalla Boldrini lo scorso anno, sono recentemente entrati nella Direzione nazionale del Pd.

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Sinistra Italiana, Articolo Uno e Possibile corrono alle europee in tre liste fra loro diverse

Ma al di là dei movimenti dei singoli parlamentari, i tre soggetti che formalmente costituirono Liberi e Uguali e depositarono tale simbolo a inizio 2018, ovvero Sinistra Italiana, Articolo Uno e Possibile, a queste ormai imminenti elezioni europee faranno di fatto parte di tre nuovi soggetti elettorali fra loro diversi, i quali peraltro aderiscono a tre "famiglie europee" fra loro distinte.

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Sinistra Italiana è pienamente impegnata nel percorso della lista "La Sinistra", di cui fanno parte anche Rifondazione Comunista, L'Altra Europa con Tsipras, Convergenza Socialista, Partito del Sud e Transform Italia. In tale simbolo unitario compare il logo della GUE e di European Left: essa è l'unica lista presente ad essere espressione della Sinistra Europea.

Articolo Uno, come emerso dall'assemblea nazionale di Bologna dello scorso weekend, appoggerà la lista del PD-Siamo Europei, la quale contiene nel logo anche il simbolo del PSE. Rimane da capire se Articolo Uno esprimerà direttamente alcuni candidati, se darà indicazione di voto per personalità indipendenti "di area" o se farà una sorta di "desistenza" unilaterale. Comunque sia, le recenti dichiarazioni di Speranza ("non divideremo il campo socialista"), non lasciano dubbi sul fatto che Articolo Uno appoggerà appunto la lista unitaria guidata da Zingaretti.

Possibile, la cui segretaria nazionale è da quasi un anno Beatrice Brignone (che ha preso il posto del dimissionario Pippo Civati), ha annunciato la settimana scorsa l'adesione al percorso di "Europa Verde" di cui fanno parte anche i Verdi di Angelo Bonelli: tale lista si presenterà con un simbolo contenente il girasole dell'European Green Party.

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