Mike Pompeo, il segretario di stato Usa, prima di incontrare Vladimir Putin, ha fatto un’inaspettata sosta a Bruxelles. Il tema dei colloqui del principale collaboratore di Trump è stato l’Iran. Negli ultimi giorni, infatti, la tensione tra Washington e Teheran è salita oltre i livelli di guardia.

Nei mesi scorsi, Trump aveva denunciato l’accordo firmato dal suo predecessore Obama sul nucleare iraniano, rifiutandosi di ritirare le sanzioni economiche nei confronti di Teheran.

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Ora la marina Usa sta inviando nel Golfo Persico la portaerei Abraham Lincoln, con a bordo 40 cacciabombardieri. Altri quattro bombardieri pesanti B-52 saranno presto inviati nelle basi Usa dell’area. Per tali motivi, l’agenda del segretario di stato Usa ha subito alcune variazioni.

Mike Pompeo incassa il no della Ue

Cambiando il suo programma iniziale, Mike Pompeo è sbarcato a Bruxelles, proprio nel giorno della riunione dei ministri degli esteri Ue.

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Nonostante gli impegni con i capi delle varie diplomazie, Pompeo ha chiesto un incontro con l’italiana Federica Mogherini, l’Alto rappresentante della Politica estera europea. Nel frattempo ha annullato la tappa per Mosca, prevista il 12 maggio scorso, ma incontrerà lo stesso Putin nei prossimi giorni.

Diversamente dagli Stati Uniti, la Ue non ha denunciato l’accordo con l’Iran e, almeno in ordine sparso, ha ripreso a commerciare con la repubblica islamica.

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Politica

Nei giorni scorsi, inoltre, Teheran ha fatto sapere che, qualora gli altri firmatari (tra essi anche la Cina) non adottino misure compensative alle posizioni Usa, si sarebbe ritenuto libero di svincolarsi dai termini dell’accordo. Gli impegni sottoscritti prevedono che qualora l’Iran superi la produzione di un determinato livello di uranio impoverito e acqua pesante, avrebbe venduto all’estero il materiale in eccesso.

Mogherini, però, non ha fatto alcun passo indietro a nome della Ue. Ha fatto sapere a Mike Pompeo che l’organizzazione ritiene che il dialogo e gli sforzi diplomatici siano lo strumento principale per la risoluzione della crisi e ha così congedato il segretario Usa. Tra i ministri degli esteri incontrati da Pompeo, sembra che il britannico Hunt si sia mostrato molto preoccupato di una escalation militare nel Golfo. Se il ministro Uk si sia riferito o meno ad un possibile appoggio russo all’Iran non è dato da sapere.

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Dissensi principali tra Washington e Teheran

Inizialmente, l’oggetto della visita di Mike Pompeo a Putin era quello di discutere dei problemi di Venezuela, Siria e Afghanistan. L'incontro, già calendarizzato a Mosca, si terrà comunque lunedì a Sochi. Putin sarà accompagnato dal ministro degli Esteri Lavrov. Dati i recenti avvenimenti, il tema principale non può che riguardare l’Iran. In tale ambito, le questioni nucleari rappresentano solo uno degli aspetti della crisi.

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Una ripresa a pieno regime della commercializzazione del petrolio iraniano, infatti, lede gli interessi economici dei principali alleati Usa: l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi.

L’obiettivo di Donald Trump, quindi, è principalmente quello di «azzerare» le esportazioni di greggio da Teheran. Inoltre, la Casa Bianca vuole colpire la produzione iraniana di ferro, acciaio, alluminio e rame, che rappresentano il 10% delle sue esportazioni. Infine, un ridimensionamento dell’Iran sul piano geopolitico è caldeggiato anche da Israele, verso il quale Trump ha sinora rivolto qualcosa di più di un occhio di riguardo.

Mike Pompeo sonda Putin sui rapporti con Teheran

La Russia, con la sua presenza in Siria e il ruolo decisivo giocato per la presidenza di Assad, ha trovato Teheran unico alleato del governo di Damasco. Per questo, l’argomento Siria, già in agenda, non può che estendersi all’Iran. Inoltre, la repubblica islamica di Teheran, di confessione sciita è il principale sponsor degli Hezbollah libanesi, anch’essi sciiti e nemici principali di Israele, quanto meno alla sua frontiera settentrionale.

Dopo la sconfitta dell’Isis e il ritiro dell’opposizione siriana in zone controllate dalla Turchia di Erdogan, l’unica presenza “scomoda” nell’area è diventata quella dei pasdaran iraniani e dei loro correligionari libanesi. Ora Putin è alleato di Assad, il quale è alleato di Teheran. Ma non sempre gli amici degli amici lo sono anche tra loro. Forse è questo che Mike Pompeo spera.

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