Carlo Calenda si è affacciato alle scorse elezioni europee con l'intento di dare una nuova dimensione al Partito Democratico e magari indicare una nuova direzione. Lo ha fatto senza preoccuparsi di utilizzare toni forti e l'ex Ministro, come le ultime ore testimoniano, non è uno che va per il sottile quando c'è da far valere le proprie opinioni. E sono esattamente due le vicende in cui il neo eletto europarlamentare non ha mancato di esprimersi senza peli sulla lingua.

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La prima l'ha visto anche andare fuori dai ranghi in occasione della sua ospitata a La 7 in cui è stato protagonista di un diverbio piuttosto acceso con il giornalista Alessandro Giuli. L'altra, invece, ha riguardato uno scontro a distanza, via social, con il collega di partito Anzaldi nel corso della nuova trasmissione di Gad Lerner.

Tutto nasce su Twitter

Calenda, ad onor del vero, è l'ultimo ad entrare in scena in una querelle che, almeno inizialmente, vede protagonisti il giornalista e conduttore Gad Lerner e Michele Anzaldi, deputato del Partito Democratico, impegnato nella Commissione Parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

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Quest'ultimo ha avuto modo di manifestare apprezzamento e gradimento per la prima puntata de L'Approdo, la trasmissione televisiva che ha fatto segnare il ritorno di Lerner in Rai. I complimenti sono stati rispediti al mittente da Gad Lerner che, tramite il suo profilo Twitter, ha ringraziato, facendo presente di non aver dimenticato quando Anzaldi attaccava Rai Tre per avergli affidato la conduzione di Islam Italia adducendo "motivazioni - a suo avviso - indebite" relative alle origine ebree del giornalista.

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Matteo Salvini M5S

Calenda-Anzaldi botta e risposta

Calenda ha detto di essere d'accordo con Lerner, accusando Anzaldi di fare "il picchiatore mediatico per una legislatura quando il Pd era al Goveno". "Se vogliamo essere credibili - ha scritto Calenda - dobbiamo essere onesti". Meravigliato dall'aver ricevuto addosso fuoco amico, Anzaldi ha risposto in maniera piccata. Si è detto "stupito che un compagno di partito si infili una polemica senza saperne nulla".

Anzaldi sostiene di averlo cercato, senza ricevere risposta. La contro-accusa arriva quando evidenzia come Calenda per anni, quando era al Governo, non abbia detto nulla. Anzaldi evidenzia che si sarebbe aspettato dall'ex Ministro, invece, maggiore attenzione verso l'assunzione ad Uno Mattna del biografo di Salvini. La frecciata personale più pesante, secondo quanto riportato da Repubblica, arriva in riferimento a quanto avvenuto a Di Martedì: "Forse, dopo quello che abbiamo visto ieri sera a Dimartedì con l'aggressione in diretta al giornalista Giuli, sarebbe meglio se Calenda si facesse controllare la pressione".

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