Nella puntata di "In onda" su La7 di questo lunedì 26 agosto è stato ospite Pierluigi Bersani, deputato di Articolo Uno nel gruppo di Liberi e Uguali, il quale si è soffermato sulla fase di crisi di Governo in corso in queste settimane, esprimendo diversi auspici e pareri sull'immediato futuro in particolare riguardo a un possibile accordo fra il Pd e il Movimento 5 Stelle.

'PD-M5S, bene che il discorso venga ripreso e non si voli troppo bassi'

Pierluigi Bersani ha inizialmente affermato: "Ho sempre rivendicato lo streaming col M5S del 2013.

I movimenti spesso nascono spuri e io sono per una sinistra che intervenga in essi, perché tanto le cose prima o poi o vanno a destra o vanno a sinistra. Io all'epoca non chiedevo un accordo ma solo di poter partire e al limite di staccarmi la spina appena necessario. Io avevo in mente un serie di misure che avrebbero interloquito con quell'elettorato e che avrebbero staccato la sinistra dall'immagine di establishment.

Purtroppo invece questi anni lasceranno il segno, addirittura li abbiamo lasciati ammucchiare con la destra in una confusa definizione di 'populisti'. La sinistra non ha cercato di dividere il M5S dalla Lega. Da parte loro i grillini si sono chiusi nel solipsismo. Io ora saluto con soddisfazione la possibilità che il discorso venga ripreso, non volando troppo bassi. Io faccio tutti gli auguri a questa possibile avventura. Per quel che posso darò una mano. Ci vogliono energie nuove ma non inesperte. Io sono a disposizione per dare delle idee su cosa fare e come farlo".

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Politica M5S

I punti di programma di Bersani per un possibile accordo

Le prime cose che deve fare il nuovo Governo secondo Bersani? "Rivedere le norme sul lavoro, tipo i licenziamenti collettivi, dando forza ai contratti erga omnes. Bisogna poi abbassare le tasse sul lavoro, finanziandole con la progressività e la lotta all'evasione. Sull'immigrazione serve un progetto nuovo, umano e razionale. Poi va fatto qualcosa per difendere i consumatori dalla prepotenza del mercato.

Se fanno queste cose a me va bene Conte o chiunque altro. Vanno dette cose che parlino alla gente. Non dimentichiamo che M5S e centrosinistra alle ultime elezioni politiche ed europee hanno avuto un distacco forte dal proprio elettorato. Entrambi devono ripartire da lì e provare a capire perché hanno deluso".

'M5S-Lega erano abusivi, fu un accordo innaturale'

Bersani ha inoltre fatto notare, a proposito del Governo finora in carica Lega-M5S: "Gli abusivi erano loro.

Perché i parlamentari PD-Leu-M5S sono di più dei parlamentari di Lega-M5S. In realtà siamo in una repubblica basata su una Legislatura che dura 5 anni, solo che questa ha avuto una falsa partenza e si è fatto un accordo innaturale per il Paese. Lo dimostra il fatto che la maggioranza di Governo uscente in un anno e mezzo non si è riprodotta in nessun luogo del Paese. Scommettiamo che se invece parte questo Governo fra centrosinistra e M5S in modo abbastanza naturale nel Paese verranno fuori delle cose.

Si tornerà un po' alle origini, quando i due elettorati, pur critici, erano vicini e contigui: ora si deve riprendere questo filo. Naturalmente anche la sinistra deve cambiare qualcosa".

Il giudizio di Bersani su Giuseppe Conte

Poi Bersani ha proseguito: "Giuseppe Conte ha dimostrato di avere il fisico per non rassegnarsi a fare il sottosegretario di Salvini e Di Maio. Naturalmente è stato capo del Governo e ha delle responsabilità su quel che è successo finora. Ma ha avuto un tratto consapevole della Costituzione e della istituzione, oltre a saper riprendere un dialogo con le parti sociali. Ho apprezzato la sua trasparenza l'altro giorno in Senato verso Salvini. Ora lui è anche popolare. L'importante è non prenotare il boomerang di questa esperienza e fissare subito dei contenuti ben precisi che hanno scontentato la nostra base popolare".

Poi ha proseguito: "La sinistra forse non è anti-establishment, ma deve essere almeno autonoma da esso, non può essere confusa con essi. Invece la sinistra (PD compreso) deve portare la sensibilità sul tema sociale del lavoro e sull'uguaglianza (...) Sono pronto a prendermi Conte e a dargli il voto, ma diverse cose di correzione deve farle".

'Di fronte a un'emergenza un accordo centrosinistra-M5S è obbligatorio'

L'ex segretario del PD ha poi aggiunto: "Un Governo dura se pedala, pedala se trova la strada giusta e ciò avviene se corrisponde a una ripresa di contatto con le esigenze popolari. Naturalmente ci sono degli scogli. In questi 14 mesi hanno fatto solo deficit e condoni. Ora si deve parlare di giustizia e serietà, occorre più progressività fiscale e lotta all'evasione. (...) Questo eventuale accordo può avere effetti locali, anche nelle imminenti elezioni in Emilia Romagna occorre dire agli elettori del M5S che non si può dare la regione alla destra; ci sono diversi temi su cui gli elettorati possono avere le stesse sensibilità. Vanno toccate le corde giuste. Vanno guardate le radici: io ho fiducia in un messaggio nuovo che può essere fatto in questo frangente".

Ancora più chiaramente Bersani, in conclusione, ha detto: "Penso che fare un accordo fra centrosinistra e M5S sia obbligatorio, di fronte a un'emergenza Politica di una destra regressiva, che porterebbe questo Paese a essere più povero e autoritario. Detto ciò non sono certo tranquillo, perché questa operazione effettivamente può avere un effetto boomerang, a meno che non riesca a dire qualcosa a quel popolo che guardava a noi e al M5S e che se ne è andato per dei motivi sui quali bisogna dire che abbiamo sbagliato qualcosa, sia noi che il M5S. Correggere quel che ha fatto Salvini non è sufficiente".

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