Passano i giorni, ma l'attenzione mediatica resta forte sul coronavirus. Gli esperti assicurano che i prossimi giorni saranno decisivi per capire se - ed in che modo - i provvedimenti restrittivi siano riusciti a limitare la propagazione del contagio. In tal senso risulta particolarmente interessante una rilevazione statistica di Antonio Noto, diffusa da quotidiano.net, in cui si prova a quantificare come gli italiani stanno vivendo questa fase.
Tra i parametri rilevati c'è quello secondo cui più di un italiano su due avrebbe percepito un'anomalia tra i provvedimenti adottati dal governo presieduto da Giuseppe Conte e i successivi appelli alla tranquillità.
Coronavirus: l'obiettivo è limitare i contagi
I numeri relativi ai contagiati continuano a salire giorno dopo giorno. E' ormai chiaro che il virus è pericolosa soprattutto per i soggetti già debilitati e quelli avanti con l'età. Questo, naturalmente, obbliga a tenere alta la guardia, ricordando anche come un'eventuale epidemia su larga scala renderebbe complicata la ricettività di tutti i soggetti con complicazioni nelle strutture sanitarie italiane.
Le "zone rosse" e quelle limitrofe vivono una fase di paura ed è ormai noto come la socialità stia risentendo di provvedimenti che hanno alterato il normale svolgimento della quotidianità in alcune zone del nord Italia. Il clima venutosi a creare pare, in un certo senso, aver alimentato diversi dubbi nell'opinione pubblica e lo si percepisce in maniera dettagliata dall'indagine statistica svolta da Antonio Noto.
Coronavirus: il 62% degli intervistati da Noto avverte incoerenza tra provvedimenti ed appelli
Il dato che, al momento, racconta come siano tangibili i dubbi per la popolazione è quello relativo alla percezione di una possibile anomalia: più di metà degli italiani (62%), secondo Antonio Noto non troverebbe coerente l'azione del governo con i messaggi che vengono lanciati dallo stesso esecutivo. Ciò che, in un certo senso, alimenta pensieri dubbiosi è il fatto che da una parte siano stato prolungate di una settimana le misure straordinarie nelle regioni più colpite, dall'altra, invece, si fa appello alla tranquillità e si invita comportarsi come se nulla stesse accadendo.
Il 56% degli intervistati dal sondaggio ha dichiarato di prediligere luoghi poco affollati, il 20% ha detto di non uscire di casa se non strettamente necessario.
Il 31% ha ammesso di aver annullato o rinviato un viaggio che aveva già programmato ed il 57% ha affermato di far uso costante di gel igienizzanti. Più di un italiano su due (53%) ha invece ammesso di aver posto un freno alla propria vita sociale tradizionale. Solo il 10% degli intervistati afferma di aver comprato una mascherina, mentre il 15% dice di non aver cambiato il proprio stile di vita.