Daniela Santanchè contesta l'ultimo provvedimento del governo Conte, l'ordinanza firmata al termine di un vertice con le Regioni dal ministro della Salute Roberto Speranza. Il documento prevede la chiusura delle discoteche in tutta Italia, all'aperto o al chiuso, dopo che si sono verificati casi di assembramenti e un aumento dei contagi da Coronavirus. Il provvedimento, inoltre, dispone anche l'obbligo delle mascherine dalle 18 alle 6 del mattino in luoghi e locali aperti al pubblico.

La senatrice di Fratelli d'Italia, nonché imprenditrice turistica e balneare in Versilia, ritiene che si tratti di "un provvedimento acchiappa-voti".

L'ha dichiarato in un'intervista rilasciata al giornalista Luca Telese su Tpi. Il suo locale a Forte dei Marmi, il Twiga, resta aperto anche se non potrà essere adibito a sala da ballo.

Santanchè, protesta danzante al Twiga

Al Twiga di Forte dei Marmi, in osservanza delle nuove regole governative, non si potrà ballare, ma i clienti potranno sedersi ai tavoli per le consumazioni. L'ordinanza del ministro della Salute stabilisce che, chiuse le piste da ballo, le discoteche possano continuare a funzionare come bar e ristoranti. La senatrice Santanchè ritiene che il provvedimento sia senza senso perché - a suo parere - non avrebbe alcun collegamento con l'incremento dei contagi, mancando le evidenze scientifiche.

"Mi fanno paura le sinistre che non hanno lavorato mai: recludono i giovani e fanno scorrazzare gli extracomunitari", ha affermato la parlamentare che in questi giorni ha protestato danzando contro la disposizione del governo. In un video pubblicato su Twitter, Santanchè balla nel suo locale sulle note di "Paradise".

Dopo i 600 nuovi contagi registrati venerdì 14 agosto, il governo ha azzerato la deroga al Dpcm che aveva consentito ai presidenti di Regione di riaprire le discoteche. Santanchè ritiene che questi locali siano stati utilizzati come "un perfetto capro espiatorio simbolico" da una maggioranza che sarebbe in difficoltà soprattutto nel garantire i tamponi in luoghi cruciali come gli aeroporti.

L'esponente di Fratelli d'Italia ha aggiunto che alla fine per il governo è stato più semplice prendersela con le discoteche: "Sono brutte, sporche e cattive - ha detto - sono luoghi di divertimento".

Santanchè: 'Proibire significa correre rischi'

Santanchè si è detta tre volte amareggiata: come parlamentare, come proprietaria di una discoteca e soprattutto come madre.

"Nessuno può credere che siano le discoteche i veicoli del contagio - ha sottolineato a Tpi - Gli epidemiologi ragionano in termini statistici". Secondo lei, quest'intervento del governo racchiude dei rischi, poiché: "Ogni perdita di libertà ne rende possibile un'altra". In futuro, per la senatrice, si potrebbe arrivare a chiudere le piazze e i bar, potrebbero essere sospesi i comizi o ritardate le elezioni. "Quando inizi a reprimere una libertà - ha rimarcato - in nome di una emergenza, non sai mai quando finisci". Inoltre ha rivelato che teme un ritorno del "coprifuoco" per i giovani.

La parlamentare ha proseguito ricordando che l'Italia è l'unico paese in Europa che non ha ancora riaperto le scuole, ma allo stesso tempo ci sono i pendolari che possono viaggiare sui treni regionali senza distanziamento, esponendo così i lavoratori al rischio contagio, e all'opposto è stato vietato ai giovani di divertirsi.

"Proibire significa correre rischi - ha affermato - Permettere significa regolamentare".

Subito dopo ha fatto l'esempio del suo locale dove, prima della stretta governativa anti-movida, era già stata tolta la pista da ballo, veniva misurata la temperatura e preso il nominativo di ogni ospite. Da madre, preferirebbe una discoteca controllata che rispetta i protocolli sanitari, ad una casa in cui si ammassano dieci o venti ragazzi. Giorni fa, ospite del programma In onda di La 7, la senatrice aveva detto: "Smettiamo di attaccare un settore che il governo ha messo in ginocchio".

Discoteche chiuse, i gestori fanno ricorso al Tar

"Non ci stiamo a fare il capro espiatorio", ha detto Maurizio Pasca, presidente dell'associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e da spettacolo (Silb-Fipe) che ha annunciato ricorso al Tar del Lazio contro l'ordinanza per chiedere la riapertura delle discoteche.

Pasca lamenta che il provvedimento abbia colpito solo i locali da ballo, mentre la movida coinvolgerebbe anche stabilimenti balneari e spiagge. Martedì 18 agosto è previsto un incontro della categoria con il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, per discutere dei rimborsi. Intanto il presidente di Silb-Fipe aggiunge: "Avevamo detto subito che far rispettare le norme del distanziamento sarebbe stato complicato e proprio per questo il 10 per cento dei nostri associati ha deciso di non riaprire. Ora un nuovo duro colpo alla nostra sopravvivenza".

Segui la pagina Coronavirus
Segui
Segui la pagina Politica
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!