Le ultime dichiarazioni di Matteo Bassetti fanno discutere. Il direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova è stato ospite di Myrta Merlino nella puntata de L’aria che tira del 19 novembre. Collegato con lo studio del talk show di La7, l’infettivologo ha dichiarato che, a suo parere, ci sarebbe stato un errore nel conto del numero dei decessi per Coronavirus. In quel calcolo, denuncia, sarebbero entrati anche pazienti morti di infarto ma con tampone positivo. Parole che inducono la giornalista Selvaggia Lucarelli a pubblicare un tweet molto polemico nei suoi confronti: “Quest’uomo mi inquieta”.

Le dichiarazioni di Matteo Bassetti a L’aria che tira

Nella parte finale dell’intervista rilasciata da Matteo Bassetti a L’aria che tira giovedì 19 novembre, l’infettivologo genovese è tornato sul tema della mortalità provocata dal coronavirus. “Anche lì abbiamo sbagliato”, dichiara parlando al plurale e rivolgendo dunque anche verso se stesso questa accusa. Bassetti spiega che, a suo modo di vedere, sarebbe stato utilizzato un metodo di calcolo differente rispetto a quello usato dal resto dei Paesi europei. “Vogliamo dirlo questo, o vogliamo continuare nell’errore?”, esclama l’infettivologo alzando il tono della voce.

Bassetti: ‘Peccato originale a marzo-aprile’

Matteo Bassetti prosegue la sua analisi spiegando che, nel momento in cui è stata “cambiata la metodologia di conteggio” dei pazienti deceduti, l’indice di letalità ha cominciato “drammaticamente” a decrescere.

Una buona notizia dunque. Soltanto che, precisa Bassetti, ci portiamo ancora dietro un “peccato originale” che riguarda i mesi del primo lockdown di marzo-aprile. In quel periodo, infatti, ricorda il medico, qualsiasi persona fosse arrivata in ospedale “con un tampone positivo, anche che aveva un infarto, veniva qualificato come morto per Covid”.

Il tweet di Selvaggia Lucarelli: ‘Tutti infarti’

La conclusione di Bassetti è che, ancora oggi, nessuno è stato capace di “ammettere” quell’errore.

E, dunque, il nostro Paese rischierà di essere ancora “considerato tra i peggiori d’Europa”. Secondo lui, infatti, non è vero che la letalità italiana provocata dal virus sia il triplo degli altri, mentre invece viene considerata più alta di quella dell’India, ad esempio. Si tratta, conclude, “di un problema di conteggio”, non solo dell’anzianità della popolazione italiana. Una tesi respinta senza dubbi da Selvaggia Lucarelli. “Giuro che quest’uomo e chi gli dà ancora spazio mi inquieta - si sfoga su Twitter la giornalista - insinua che si siano classificati come Covid morti di infarto. Allora ci spieghi i dati Istat: +568% decessi a Bergamo, +391% Brescia, +120% Pesaro, +391 Cremona, +49,4% mortalità nazionale a marzo/aprile.

Tutti infarti”, ironizza.

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