C’è la prevista firma di Primoz Roglic sulla tappa a cronometro della Vuelta Espana, la tredicesima della corsa. Il corridore sloveno ha vinto da favorito, ma non ha assestato agli avversari il colpo da koche molti si aspettavano. Sia Richard Carapaz che il sorprendente Hugh Carthy si sono espressi su ottimi livelli, non permettendo al campione sloveno di mettere al sicuro il successo finale. Roglic ha vinto la tappa con un secondo di vantaggio su Barta e si è ripreso la maglia rossa a cinque tappe dalla conclusione.

Roglic, quarto successo

La cronometro da Muros a Mirador de Ezaro, tredicesima tappa della Vuelta Espana, era attesa come un passaggio chiave per l’esito finale della corsa.

Il percorso molto particolare, con trenta chilometri pianeggianti e una rampa con pendenze ben oltre il 10% nella parte finale salendo al Mirador de Ezaro, preannunciava distacchi importanti, con Primoz Roglic pronto a mettere le mani in modo pesante sulla maglia rossa. Lo sloveno è infatti l’unico specialista vero tra i primi cinque corridori della classifica generale e da lui si aspettava una prestazione in grado di indirizzare in modo decisivo la corsa.

Roglic ha vinto la tappa, la sua quarta in questa Vuelta Espana, ma non ha assestato il colpo risolutivo anche in virtù della grande prova degli avversari, su tutti Richard Carapaz e Hugh Carthy.

Carapaz e Carthy a 39’’ e 47’’

Roglic ha amministrato la sua cronometro in maniera prudente.

Lo sloveno della Jumbo Visma non è riuscito a guadagnare molto nel tratto pianeggiante rispetto a corridori decisamente meno portati di lui a questo tratto di percorso. Carthy gli è passato davanti al primo intermedio con 2’’ di vantaggio, con anche Carapaz molto convincente ad appena 6’’.

Roglic non ha allungato nemmeno nella fase centrale, transitando al km 24 con 1’’ di vantaggio su Carthy e 19’’ su Carapaz.

Lo sloveno ha però dato il meglio nel tratto finale in salita, gli ultimi due chilometri con pendenze quasi sempre oltre il 10%. Alzandosi sui pedali più spesso del solito Roglic è riuscito a spingere forte fino all’arrivo e ad acciuffare in extremis anche la vittoria di tappa, battendo per appena 1’’ il sorprendente americano Will Barta.

Carthy e Carapaz, dopo aver dato fondo a molte energie nella parte pianeggiante, hanno faticato un po’ di più nel finale, ma hanno concluso con distacchi molto più limitati del previsto. Il britannico ha pagato 25’’, l’ecuadoriano 49’’. Ha perso di più Daniel Martin, finito a 1’17’’, ma soprattutto Enric Mas. Lo spagnolo è stato la delusione della tappa arrivando a ben 1’43’’ di distacco.

La classifica generale vede ora Primoz Roglic riprendere la maglia rossa, con dei vantaggi interessanti ma non definitivi. Carapaz è ora a 39’’, Carthy a 47’’, mentre Martin è sceso a 1’42’’ e Mas appare ormai fuori dai giochi con un distacco di 3’23’’.

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