Trionfatore al Giro d'Italia nel 1990 con quella maglia rosa indossata dalla prima all'ultima tappa, due podi al Tour de France, insieme al grande rivale Claudio Chiappucci alle spalle del 'cannibale' di quel periodo, Miguel Indurain. Vincitore complessivamente di 72 corse tra cui due campionati del mondo, una Milano-Sanremo e un Giro delle Fiandre. Gianni Bugno, che oggi ha 57 anni e fa il dirigente sportivo, è stato sicuramente tra i più forti e completi ciclisti a livello internazionale alla fine del XX secolo, capace di vincere in montagna, a cronometro e in volata.

Blasting News sul suo canale di ciclismo lo ha intervistato in esclusiva per parlare della stagione delle classiche appena iniziata e delle prospettive in vista dei grandi giri, sia per quanto riguarda i ciclisti italiani, sia per i protagonisti annunciati di un'annata che, quantomeno dal punto di vista del calendario, sta vedendo un parziale ritorno alla normalità.

La stagione delle classiche: 'A parte Ganna e Nibali non abbiamo un panorama molto vasto'

Blasting News: Quasi obbligatorio fare un commento all'ultima Milano-Sanremo, una gara che lei ha vinto in passato. Come l'ha vista quest'ultima edizione?

Gianni Bugno: Ho visto una corsa molto tirata, sono comunque arrivati sotto il Poggio tutti i migliori, i grandi favoriti hanno fatto la gara che dovevano fare però alla fine non sono riusciti a controllarla come avrebbero voluto.

Dunque è venuto fuori Stuyven che ha vinto molto bene.

Con la stagione delle classiche in corso, vede qualche ciclista italiano in grado di imporsi?

C'è qualche buon corridore italiano ma a parte Ganna e Nibali - che comunque adesso ha la sua età - non abbiamo un panorama molto vasto. Staremo a vedere, ma per il momento non sono molto ottimista.

Abbiamo sicuramente un buon parco di atleti, ma non vedo un uomo che possa fare la differenza.

I grandi giri: ‘Bernal grande favorito al Giro, Roglic e Pogacar alla pari nel Tour’

Parlando dei grandi giri, quest'anno ci sarà Bernal al Giro d'Italia che secondo molti è il grande favorito, che ne pensa?

Sono d'accordo, lui è sicuramente tra i grandi favoriti anche se il Giro è lungo e può sempre riservare 'tranelli'.

Vedremo dunque cosa accadrà lungo il percorso ma certamente Bernal è tra i corridori più forti, soprattutto in montagna e, dunque, tra quelli che hanno le maggiori chance.

Al Tour lo scorso anno andò in crisi, forse dal punto di vista psicologico. Come lo ha visto in quella circostanza?

Non era in grande condizione perché è stata una stagione particolare e, quindi, ci può stare. Può accadere di andare in crisi se non sei preparato al meglio.

Pogacar farà il Tour. Secondo lei è l'uomo da battere, il ciclista più forte e completo?

Ha dimostrato nello scorso Tour de France di essere il più forte, dunque adesso è lui l'atleta da battere. Diciamo che se devo fare un paragone con Roglic io li metto alla pari, Pogacar è stato il migliore l'anno scorso e, forse, in questo momento ha qualcosa in più.

‘Nibali darà il meglio, come sempre, Ganna troppo presto per dire se sarà il nuovo Indurain’

Vincenzo Nibali ha ancora cartucce da sparare, come lo vede?

Io lo vedo ancora molto bene e non starei a preoccuparmi su come possa andare nel corso della stagione. Darà il meglio come sempre, ne sono convinto perché è un corridore che ha sempre dimostrato di sapersi reinventare.

Prima ha citato Ganna che in tanti, per la sua bravura nelle crono, hanno paragonato a Indurain. Lei è stato un grande rivale di Indurain, pensa che il paragone sia eccessivo?

Fisicamente sono molto simili, ma i paragoni naturalmente sono prematuri. Indurain ha vinto tantissimo nel corso della sua carriera e la carriera di Ganna è ancora in corso e, dunque, io aspetterei per fare paragoni, vediamo cosa sarà capace di fare.

Ciclismo di ieri e di oggi: 'Non mi rivedo in nessuno in particolare'

C'è un ciclista di oggi nel quale si rivede?

Vedersi in un'altra persona in generale è davvero molto difficile e dunque... no, non mi rivedo in nessuno in particolare

Per quanto riguarda il modo di correre, quanto è cambiato oggi rispetto ai suoi tempi?

Non c'è nessuna differenza nel modo di correre. Vero che rispetto ai miei tempi oggi sono più organizzati, è un Ciclismo diverso, ma alla fine nel ciclismo sono sempre le gambe a fare la differenza, oggi come allora.

Lei ha avuto una grande carriera, ci può 'fotografare' il momento migliore e il peggiore? Se potesse tornare indietro cosa cambierebbe?

Non mi piace ricordare un momento migliore o peggiore, ma guardare la mia carriera in maniera complessiva.

Sono contento di quello che ho fatto e se potessi tornare indietro, beh... non posso farlo ed è un dato di fatto. Dunque non sono mai stato a pensare a quello che potevo fare in più o meno. Va bene così.

Come si vedrebbe Gianni Bugno nel ciclismo di oggi?

Uguale, mi vedrei bene così come mi vedevo bene quando correvo. Non penso che cambierebbe nulla dal mio punto di vista.

Ciclismo e coronavirus: 'Penso prima di tutto ai giovani'

In questa stagione il calendario professionistico non è stato stravolto come l'anno scorso, ma a causa della pandemia parte del movimento di base e del grosso degli amatori è fermo. Quali danni può portare al ciclismo?

Penso prima di ogni cosa ai giovani che devono cercare di riprendere la strada per trovare la condizione e ricominciare come nelle stagioni precedenti.

Credo sia questo il problema principale per quanto riguarda il movimento di base, tutto il resto viene dopo.

Le misure anti-covid privano il ciclista del supporto della gente lungo il percorso, è paragonabile ai calciatori che giocano in uno stadio vuoto?

Sì, sono d'accordo. Sono due cose molto simili e dunque la gente che ti incita lungo il percorso, che ti ‘spinge’, è una cosa che in questo momento manca tanto ai corridori.

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