Durante il media day del Roland Garros, i principali protagonisti del tennis mondiale hanno limitato la propria presenza davanti ai giornalisti a soli quindici minuti. Questa azione collettiva, intrapresa da un gruppo di top player, mira a richiamare l’attenzione sulla distribuzione dei ricavi dei quattro tornei del Grande Slam, ritenuta insufficiente dagli atleti.
La protesta si è concretizzata con uno "sciopero bianco". Aryna Sabalenka, numero uno del mondo e tra le voci più attive, ha limitato la sua interazione con i media, affermando: "Vogliamo far capire il nostro punto di vista e siamo uniti".
Le richieste e le voci dei giocatori
La limitazione a quindici minuti richiama la bassa percentuale di ricavi che il Roland Garros destina ai premi. I tennisti chiedono che questa quota salga al 22% entro il 2030, dall'attuale 15%. Le richieste includono maggiori tutele per il benessere degli atleti (contributi per pensioni, assistenza sanitaria e maternità) e maggiore consultazione sulle decisioni riguardanti calendario e durata degli eventi.
Jannik Sinner ha parlato di mancanza di "rispetto", mentre Taylor Fritz si è "sentito ignorato" e Coco Gauff ha evidenziato l’importanza dell’unità.
Reazioni e contesto
Novak Djokovic, pur non avendo partecipato, ha ribadito il proprio sostegno ai diritti dei giocatori.
La direttrice del torneo, Amelie Mauresmo, si è detta "molto triste" ma fiduciosa in una soluzione. Incontri sono previsti tra la direzione del Roland Garros e i rappresentanti dei giocatori. Il regolamento dei Grande Slam richiede la partecipazione alle attività mediatiche, ma chi ha rispettato il limite dei quindici minuti non rischia sanzioni. Questa protesta si inserisce in un confronto già avviato lo scorso anno tra i giocatori e i quattro Slam, per ottenere una distribuzione più equa dei ricavi e migliori condizioni di lavoro.