Non sono previsti ulteriori rinvii per l'obbligatorietà della fattura elettronica nei rapporti commerciali tra aziende e tra privati ed aziende. Lo avrebbe confermato lo stesso Ministro dell'Economia, Giovanni Tria, nel corso dell'inaugurazione dell'anno di studi 2018-2019 della Guardia di Finanza. Al massimo verranno introdotti dei correttivi per delle categorie specifiche, come ad esempio medici e farmacisti. E questo proprio per tenere conto dei rilievi mossi dal Garante della Privacy.

Le osservazioni del Garante della Privacy

Come noto, il Garante della Privacy aveva mosso importanti rilievi all'introduzione della fattura elettronica, in relazione alla grande mole di dati che l'Agenzia delle Entrate si sarebbe trovata a dover gestire.

Per di più, gran parte di questi dati si sarebbero potuti considerare sensibili e non strettamente collegati all'espletamento di precisi doveri fiscali. D'altra parte, questa gran quantità di dati in mano ad un solo soggetto avrebbe potuto incidere sulla tutela della riservatezza, soprattutto se si tratta di dati legati a strategie di mercato e commerciali delle aziende. Non solo, ma la struttura applicativa della Fattura Elettronica avrebbe permesso di venire a conoscenza di quasi ogni tipo di informazione relativamente alla natura del rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori finali. Tale gestione di dati da parte della Pubblica Amministrazione veniva giudicata dal Garante della Privacy potenzialmente lesiva dei diritti e delle libertà dei singoli soggetti interessati dal trattamento.

Ma anche sproporzionata rispetto all'interesse pubblico da tutelare o da perseguire. Ed anche se il suddetto interesse pubblico venisse giudicato dal Garante della Privacy perfettamente legittimo.

La soluzione di compromesso escogitata dal Governo

Proprio ieri davamo conto dell'opinione del Presidente della Commissione Finanze del Senato, Alberto Bagnai che invitava il Governo M5S-Lega a tenere conto dei rilievi del Garante della Privacy. Bagnai, poi, si spingeva fino al punto di suggerire una pausa di riflessione sullo strumento della fattura elettronica. D' altra parte, rinviare a data da destinarsi l'introduzione dello strumento, soprattutto dopo che centinaia di professionisti hanno fatto letteralmente i salti mortali per essere pronti all'appuntamento, avrebbe significato rinunciare a un gettito di circa 2 miliardi di euro da parte del Governo.

E con una procedura d'infrazione per deficit eccessivo in arrivo ogni euro in più può fare comodo. In pratica, il Governo avrebbe intenzione di introdurre nel Decreto Fiscale l'esenzione dall'obbligo della e- fattura per i medici e i farmacisti. I primi, infatti, vengono spesso a conoscenza di dati sensibili dei propri pazienti. Anche i farmacisti possono venire a conoscenza di questo tipo di informazioni, ma in misura diversa se non minore. D'altra parte, come mette in evidenza il "FattoQuotidiano.it", per i farmacisti è attivo da qualche anno lo scontrino elettronico dove è presente il codice fiscale del consumatore e che viene utilizzato per scaricare le spese sanitarie dalla dichiarazione dei redditi.