La Lega di Matteo Salvini non si accontenta. Dopo aver introdotto la flat tax al 15% per tutte le partite Iva che dall'anno di imposta 2019 (quindi sui redditi del 2018) hanno totalizzato un massimo di 65.000 euro di ricavi, alza il tiro e ora mira ad introdurre la possibilità di pagare un'imposta del 15% anche sui redditi aggiuntivi. Non solo, ma questa possibilità non verrebbe concessa solo alle imprese, ma anche alle persone fisiche.

Facendo di fatto scomparire l'Irpef. A mettere nero su bianco questa che è una vera e propria proposta di legge ci ha pensato il deputato del Carroccio Alberto Luigi Gusmeroli insieme ai due colleghi di partito Sottosegretari Massimo Garavaglia e Massimo Bitonci.

Una sperimentazione triennale con scudo

Come accennato sopra la nuova proposta di legge leghista mira a portare progressivamente tutti i contribuenti italiani alla tassa piatta.

Per tale motivo la flat tax al 15% su i redditi aggiuntivi dovrebbe essere introdotta in via sperimentale per un periodo di tre anni. Inoltre, probabilmente per invogliare ulteriormente i contribuenti a comportamenti fiscali virtuosi, dovrebbe essere introdotto una sorta di scudo fiscale per chi dichiara il 10% in più. Nello specifico il contribuente non sarebbe soggetto ad accertamenti fiscali ulteriori, salvo ovviamente eventuali frodi fiscali o altri reati di carattere penale.

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Matteo Salvini Tasse

Infatti, come è indicato dalla relazione illustrativa della proposta dl legge, un ulteriore obiettivo è quello di combattere l'evasione facendo "emergere materiale imponibile". Il meccanismo permetterebbe l'applicazione allargata della flat tax a tutti.

Progressività attenuata ma diversi vantaggi

Ovviamente, la prima obiezione che viene in mente quando si pensa alla flat tax è che questo tipo di imposta favorisce i redditi più alti che pagano aliquote marginali elevate.

Ma, come fa notare il "Corriere della Sera" dato che il primo scaglione dell'Irpef è al 23% l'introduzione di una tassa unica per tutti al 15% sarebbe comunque un vantaggio. Anche se, come precisano da ambienti della Lega, la progressività dell'imposta rimarrebbe ma in forma attenuata. Di fatto la nuova tassa viene definita nel testo della proposta di legge leghista come "Imposta sostitutiva Irpef-Iresplus" ed è stata depositata lo scorso 15 gennaio ma la sua discussione deve ancora essere calendarizzata.

Comunque, secondo il testo della relazione illustrativa la nuova imposta non dovrebbe avere costi a carico dello Stato (viene applicata su redditi non tassati in precedenza) e le eventuali risorse fatte emergere potrebbero essere utilizzate per sterilizzare le clausole di salvaguardia.

Nelle intenzioni dei promotori la nuova proposta di legge dovrebbe avere effetto già sui redditi prodotti nel 2019 appena iniziato.

Infatti, dovrebbe applicarsi sulle dichiarazioni dei redditi 2020. D'altra parte, nella proposta di legge è stata inserita anche una clausola "anti-furbetti" per il primo anno di applicazione. Infatti, la nuova flat tax scatterebbe solo nel caso che i redditi del 2019 siano superiori a quelli del 2018. inoltre, un ulteriore vantaggio sarebbe che su questi redditi incrementali non si pagherebbero né contributi previdenziali né addizionali regionali e comunali. E considerando che dal 2019 l'aumento delle imposte locali è stato sbloccato dal Governo è un bell'aiuto.

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