L'Inter è prima in classifica. Ha trovato la vetta del campionato di Serie A dopo 22 partite e non ha alcuna intenzione di mollarla fino a fine stagione. Sono diversi i motivi che hanno portato i nerazzurri al primo posto. Uno di questi è di sicuro la svolta tattica di Antonio Conte.

La svolta

La stagione 2020-2021 dell'Inter non era iniziata bene: appena 12 punti nelle prime sette gare di campionato, la sconfitta nel derby più i pari contro Lazio, Parma e Atalanta. Inoltre un brutto girone di Champions League con una sola vittoria in sei partite, con l'ultimo posto e l'eliminazione dall'Europa.

Proprio dopo la sconfitta di San Siro con il Real Madrid del 25 novembre, Antonio Conte decide di tornare al caro e amato 3-5-2, accantonando lo schema con il trequartista. Tre giorni dopo arriva infatti la prima partita con il nuovo-vecchio modulo, a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Da lì ecco le otto vittorie consecutive, iniziate con il Torino la settimana precedente e finite a inizio gennaio con il Crotone.

La difesa

Quell'Inter non era ancora completa. Certo, con gli otto successi di fila è risalita al secondo posto dietro il Milan. Però la squadra prendeva troppi gol, complice anche qualche errore di troppo di Samir Handanovic. La sconfitta di Marassi con la Sampdoria e il pareggio contro la Roma sembravano riproporre i soliti fantasmi di gennaio, mese in cui, negli ultimi anni, l'Inter si era sempre spenta.

Arriva poi la vittoria di San Siro con la Juventus, come non accadeva dal settembre 2016. Una svolta per il futuro del campionato e soprattutto per il morale dei nerazzurri. Sì, c'è stato l'intoppo del pari di Udine, ma dal successo con i bianconeri la retroguardia diventa insuperabile. Solo un gol subito, dalla Lazio, nelle ultime sette partite di campionato.

Merito delle parate ritrovate del capitano Handanovic e dei suoi tre guardiani Milan Skriniar, Stefan De Vrij e Alessandro Bastoni. Un trio sempre più forte e unito grazie anche al lavoro di Conte.

I ritrovati

Tra i meriti del tecnico salentino c'è quello di aver recuperato due giocatori che a gennaio stavano per essere ceduti: Christian Eriksen e Ivan Perisic.

A febbraio sono diventati titolari fissi e anche grazie a loro l'Inter ha vinto cinque partite di fila, dal Benevento al Genoa, compresi i successi chiave con Lazio e Milan che hanno portato i nerazzurri al comando della classifica.

Perisic, lo scorso anno in prestito al Bayern Monaco, è tornato all'Inter in modo diverso. Ora è il perfetto quinto sulla fascia sinistra: attacca ma riesce anche a coprire, cosa che ha imparato un po' prima di lui Achraf Hakimi sulla destra. Eriksen ha passato 12 mesi difficili. Poteva anche tornare al Tottenham, invece adesso lui e Conte si sono capiti. Non gioca sulla trequarti, ma più dietro nel centrocampo a tre ed è diventato il partner perfetto degli insostituibili Marcelo Brozovic e Nicolò Barella.

I suoi piedi parlano da soli, non spreca mai un pallone.

L'attacco

Quindi ci sono loro due, i nuovi gemelli del gol: Romelu Lukaku e Lautaro Martinez. Due attaccanti complementari tra loro e che Conte riesce a sfruttare al meglio. La squadra li fa segnare, ma loro giocano tanto con e per i compagni; il risultato sono 31 gol in 24 gare di campionato: 18 Lukaku, 13 Lautaro.

Nessun'altra squadra in Italia ha una coppia d'attacco così. Il mister se li è lavorati bene e ora se li gode. Con la svolta tattica giocano tutti bene e sono arrivate 14 vittorie nelle ultime 17 partite di Serie A.

Senza coppe è probabile che l'Inter giocherà quasi sempre, salvo squalifiche e infortuni, con gli stessi 11. I punti sono ora 56, due in più dell'anno scorso dopo 24 partite e soprattutto +4 sul Milan secondo. L'obiettivo dell'Inter è chiaro. Le basi ci sono.

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