Il calcio italiano esce con le ossa rotte dall’andata dei sedicesimi di finale di Champions League disputati tra martedì e mercoledì, lasciando dietro di sé più interrogativi che certezze. Il verdetto del campo è stato severo e, al netto delle attenuanti, racconta di un movimento che fatica sempre di più a reggere il confronto con il resto d’Europa. Le sconfitte maturate in questa prima tranche di gare di Juventus, Atalanta e Inter non sono solo episodiche, ma sembrano inserirsi in un quadro più ampio e preoccupante, fatto di divari tecnici, atletici e mentali che stanno emergendo con una frequenza ormai allarmante.
Atalanta e Juventus, due ko che pesano in modo diverso
Le prime italiane a scendere in campo sono state Atalanta e Juventus, entrambe sconfitte ma in contesti e con sensazioni molto diverse. I bergamaschi sono caduti per 2-0 contro il Borussia Dortmund, un risultato che, considerando il valore dell’avversario e l’esperienza europea dei tedeschi, poteva anche rientrare nel pronostico. Ben più sorprendente, invece, è stato il crollo della Juventus, travolta per 5-2 dal Galatasaray. Un passivo pesantissimo, che va oltre la semplice sconfitta e apre interrogativi profondi sul reale livello dei bianconeri. Per la squadra di Luciano Spalletti, il ritorno si preannuncia come una vera e propria impresa: serviranno almeno tre gol di scarto senza subirne per trascinare la sfida ai supplementari.
Anche l’Inter cade: il bilancio diventa allarmante
Il quadro si è ulteriormente aggravato nella giornata di mercoledì, quando è toccato all’Inter scendere in campo sul difficile terreno del Bodo/Glimt. I nerazzurri sono usciti sconfitti per 3-1, pagando a caro prezzo un approccio molle e una gestione della gara tutt’altro che impeccabile. Il campo sintetico e le rigide condizioni climatiche possono rappresentare una parziale attenuante, ma non bastano a giustificare una prestazione così opaca. Gli uomini di Cristian Chivu dovranno cambiare radicalmente volto al ritorno a San Siro, perché quanto visto in Norvegia non sarà evidentemente sufficiente per pensare di ribaltare il risultato con serenità.
Il dato complessivo, nel finale, è quindi estremamente preoccupante: il Napoli, facendo un passo indietro, non è nemmeno riuscito a qualificarsi tra le prime 24 della competizione, mentre le tre italiane approdate ai sedicesimi Inter, Atalanta e Juventus per l'appunto, hanno perso tutte, e in maniera netta. Un segnale inquietante che alimenta una riflessione amara: la Serie A rischia sempre più di scivolare ai margini del calcio che conta, trasformandosi in un campionato di seconda, se non addirittura terza fascia.