Il Pd sosterrà il governo del Presidente Mattarella, ma se l'esecutivo neutrale non avrà i numeri come si suppone, non si farà trovare impreparato all'appuntamento con le urne. Un leader ideale c'è già e ad 'incoronarlo' in tal senso è Matteo Renzi, ospite a Di Martedì, su La7. Inutile dire che il candidato premier del centrosinistra sarà l'attuale premier, ancora formalmente in carica: Paolo Gentiloni. L'ipotesi era stata confermata anche da Maria Elena Boschi, ospite nel salotto di 'Porta a Porta'.

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Gentiloni, leader ideale

Una scelta sicuramente felice, perché Paolo Gentiloni alla fine è un candidato 'trasversale', stimato da una buona fetta di italiani (indipendentemente dal colore politico) che ha considerato il suo governo tra i migliori, se non il migliore, di quelli che hanno guidato il Paese negli ultimi anni. L'ex ministro degli esteri che ha raccolto il testimone da Renzi dopo le dimissioni seguite al referendum costituzionale, ha mantenuto un basso profilo, preferendo i fatti ad una Politica parolaia.

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Durante la sua gestione sono state approvate 85 nuove leggi, tra cui quella sul biotestamento e l'introduzione del reato di tortura. L'immagine dell'Italia che Gentiloni lascerà in eredità al prossimo governo (piuttosto lontano, visti gli ultimi risvolti) non è quella di un Paese al collasso. Naturalmente Matteo Renzi si augura che sia lo stesso Gentiloni a raccogliere il testimone di sé stesso.

Le parole di Renzi

"Il nostro leader sarà Gentiloni, specie se si vota presto".

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Politica Pd

Questo quanto affermato da Matteo Renzi che ha voluto comunque evidenziare come l'ultima parola spetta al diretto interessato. "Non voglio certamente tirarlo per la giacchetta", ha aggiunto, specificando per sé stesso che si terrà fuori da qualunque corsa, ad iniziare dalle prossime primarie del PD. Naturalmente l'ex premier ha analizzato l'attuale situazione politica, partendo da ciò che dovrà fare il suo partito in vista di una possibile nuova consultazione elettorale.

"Il PD deve togliersi di dosso la polvere della rassegnazione ed iniziare a fare campagna elettorale. A me sembra folle farla nel mese di agosto, a quanto pare così vogliono Di Maio e Salvini, io ero convinto che dovesse decidere Mattarella", dice ancora Matteo Renzi con ironia nemmeno tanto velata, aggiungendo che l'atteggiamento di M5S e Lega alla fine ha fornito al centrosinistra gli spunti per la prossima campagna elettorale.

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"Dovrà essere una campagna delle responsabilità da opporre ai campioni del mondo delle promesse, due leader che giocano a fare i simpatici e trascinano una campagna elettorale persino sotto l'ombrellone". Non manca una stoccata nei confronti del leader pentastellato. "Di Maio mi ricorda Marx, non Karl, ma Groucho per la sua straordinaria capacità di cambiare idea: questi sono i miei valori, se non vi piacciono li cambio".

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Legge elettorale da cambiare

Renzi insiste inoltre sulla necessità che il Paese sia dotato di una legge elettorale adeguata, senza la quale "questo Paese non sarà mai governato in modo chiaro. Noi avevamo messo l'Italicum, chi vince vince e ne rispondi agli elettori se fai promesse a vuoto. Da parte mia sono andato a casa per questo: il referendum e l'Italicum per evitare questa buffonata del post-elezioni. Il Rosatellum l'hanno votato tutti, a parte i 5 Stelle, ma la mia idea era l'Italicum".

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