Aria di nuova scissione all’interno del Pd. Ieri, sabato 17 novembre, all’Hotel Ergife di Roma, si è tenuta l’ennesima Assemblea che, di fatto, ha aperto il percorso congressuale che porterà alle elezioni primarie che stabiliranno chi sarà il nuovo segretario Dem. La notizia, fresca di questa mattina, è l’ufficializzazione della candidatura di marco minniti alla guida del Nazareno, fatta da lui stesso nel corso di una intervista al quotidiano Repubblica.

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Minniti però si smarca da Matteo Renzi e dalla sua corrente che aveva provato a mettere il cappello sopra la sua eventuale vittoria. “Non sono lo sfidante renziano”, ha fatto sapere l’ex ministro dell’Interno. Lo stesso giornale, in un altro articolo uscito quasi in contemporanea, riporta invece le dichiarazioni rilasciate da Maria Elena Boschi, la quale avrebbe chiesto di affrontare il tema della riforma del Pd. Chiaro segnale di come Renzi stia pensando seriamente a fondare un partito tutto suo.

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Maria Elena Boschi ‘non socializza’ all’Assemblea Pd

Quella di tenuta all’Ergife è stata un’Assemblea Pd caratterizzata più dalle assenze che dalle presenze. Anzi, per essere precisi, da una sola assenza, ma di rango: quella di Matteo Renzi. Ormai da mesi, ma soprattutto nelle ultime ore, si moltiplicano le indiscrezioni giornalistiche che vogliono il Rottamatore di Rignano fondatore di un nuovo movimento politico di ispirazione liberal democratica, non contrapposto al Pd, ma alleato.

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Pd Matteo Renzi

Voci a parte, per ora fa notizia la sua mancata presenza a Roma. In sua vece, come ha dichiarato il renzianissimo Michele Anzaldi, all’Assemblea Dem c’erano solo “16 renziani veri”. Tra questi, Maria Elena Boschi la quale, secondo quanto riporta Repubblica, non avrebbe “socializzato” con gli altri delegati, ritenendo pure “non esaltante” il clima respirato all’Assemblea che, ha aggiunto, va vissuta “con pragmatismo”. Insomma, ha concluso la numero due del Giglio Magico, “prima o poi, al di là dei risultati del congresso, il tema della riforma del Pd va affrontato”.

Marco Minniti si candida a segretario ma scarica i renziani

Parole nette, quelle della Boschi, che non lasciano presagire nulla di buono per il futuro unitario del Nazareno. A dare un’altra spallata al Pd che fu ci pensa anche Marco Minniti. L’ex ministro dell’Interno del governo Gentiloni, dato finora come papabile candidato renziano alla segreteria, ieri non ha detto una parola durante la riunione Dem.

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In compenso, la sua lingua si è sciolta questa mattina con una intervista rilasciata al giornale diretto da Mario Calabresi. Minniti ha sì ufficializzato la sua candidatura, ma si è smarcato dai suoi protettori renziani con un doppio passo degno di Neymar. “Ho deciso di scendere in campo perché considero la mia candidatura un servizio, ma non sarò lo sfidante renziano - ha fatto mettere nero su bianco - In campo ci sono soltanto io.

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Non ho troppo lodato Matteo quando era al potere, quindi ora non ne devo prendere le distanze”.

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