Va ormai avanti da tempo, anche se sottotraccia, lo scontro politico tra Roberto Fico, presidente della Camera e presunto leader dell’ala sinistra del M5S, e Matteo Salvini, ministro dell’Interno e ‘capitano’ della Lega. Il motivo del contendere è quasi sempre lo stesso: le decisioni da adottare in materia di immigrazione e sicurezza. Raggiunto dai giornalisti a margine di un convegno sui Beni Comuni, tenutosi all’Accademia dei Lincei di Roma, Fico ha motivato la sua assenza dall’aula di Montecitorio in occasione del voto di fiducia sul decreto sicurezza come una una “presa di distanza” da un provvedimento ritenuto sbagliato.

Il Che Guevara pentastellato ha anche risposto con un inequivocabile “assolutamente si” a chi gli chiedeva se fosse favorevole a firmare il Global Compact, il trattato sulla ‘libera’ migrazione’ che il governo gialloverde avrebbe dovuto firmare l’11 dicembre prossimo in Marocco, ma che, dopo le pressini di Salvini, l’Italia non siglerà.

Fico contrario al Decreto Sicurezza

Che Roberto Fico fosse contrario all’impostazione e al contenuto del Decreto Sicurezza e Immigrazione, voluto da Matteo Salvini e convertito in legge pochi giorni fa proprio dalla Camera di cui è presidente, era ormai palese.

Fino a questa mattina, però, la Terza carica dello Stato non si era espressa in maniera esplicita. L’occasione e l’isipirazione gliele ha forse fornite lo scenario di Palazzo Corsini, nella romana via della Lungara, sede dell’Accademia dei Lincei dove si è tenuto un convegno sui Beni Comuni. Alla domanda se la sua assenza dall’aula al momento della votazione del decreto fosse da interpretare come una “presa di distanza”, Fico ha risposto con un sibillino ma chiarissimo “è stata interpretata bene”.

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Matteo Salvini M5S

Poi, spiega di non essersi espresso prima perché il ruolo che ricopre gli impone di essere super partes e di rispettare il voto della maggioranza del parlamento.

Necessario aderire al Global Compact

L’altro tema spinoso che rischia di dividere la maggioranza formata da M5S e Lega è quello del Global Compact. Nel settembre scorso, di fronte all’Assemblea Generale dell’Onu, il premier Giuseppe Conte aveva assicurato la firma italiana sul trattato che dovrebbe favorire migrazioni più libere e sicure.

Dopo l’altolà pronunciato dalla Lega, però, l’esecutivo ha fatto marcia indietro, rimandando la decisione proprio a quel parlamento di cui Roberto Fico presiede un’ala. Fico ritiene che l’Italia debba assolutamente dire sì al Global Compact perché, spiega, “ci consentirebbe di non restare soli nella gestione dell’immigrazione”.

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