Alessandro Meluzzi non guarda assolutamente con favore all'ipotesi che i bambini possano tornare a Scuola con regole speciali. In particolare manifesta una certa insofferenza all'idea che possa essere imposto a chi ha meno di quattordici anni di relazionarsi con i coetanei in mascherina. Una polemica che fa seguito a quella che era stata l'ipotesi di dividere le postazioni di una classe con del plexiglass, poi scongiurata. Secondo lo psichiatra di estrema destra esiste la possibilità che una scelta di questo tipo possa generare problemi psichici superiori ai vantaggi finalizzati al contenimento del contagio da Coronavirus.

Coronavirus: scuole chiuse da marzo

Al momento il Covid-19 ha regalato evidenze in cui si è potuto stabilire che i bambini sono quasi immuni alla malattia. Il termine non è ancora quello appropriato sotto il profilo scientifico, tenuto conto che serviranno ulteriori verifiche su larga scala, ma è ormai chiaro che, per fortuna, raramente il coronavirus genera sintomatologia nei giovani in età scolare. Esiste, però, il rischio che le scuole possano diventare autentici focolai. Un paese come l'Italia particolarmente legato ai valori familiare, rischierebbe di pagare la cosa con il contatto che potrebbe esserci tra nipoti e classi potenzialmente immunodepresse come i nonni. Per non parlare del fatto che la classe docente comprende anche persone non più giovani.

Da marzo gli istituti scolastici sono chiusi, ma a settembre si punta già a ripristinare un minimo di normalità. In parte verranno perciò completamente messe da parte lezioni in remoto e mancata frequentazione della scuola. Alessandro Meluzzi, però, sottolinea come l'eventuale idea di far andare i bambini a scuola con la mascherina obbligatorio aprirebbe gli scenari ad altri problemi nella classe più "verde" del Paese.

Coronavirus: Meluzzi teme per le future generazioni

Attraverso i suoi profili social si è rivolto ai suoi follower. "Voglio - ha detto - da padre, prima ancora che da medico e da psichiatra, magari come nonno o zio, lanciare un appello che riguarda tutte le famiglie"."Dovremmo - ha specificato - valutare con una commissione internazionale di neuropsichiatra quali danni daremmo a questa generazione da 6 ai 14 con una presenza in classe con le mascherine".

A suo avviso esiste il rischio che una scelta di questo tipo lasci a molti bambini in eredità un "grave disturbo del comportamento". Nel suo intervento Alessandro Meluzzi fa capire che, eventualmente, la mascherina andrebbe data ai nonni e non a loro. "I danni psichici - puntualizza - che noi incontreremo mandandoli a scuola con la museruola sarebbero assai più grandi dei vantaggi virologici che sono minimi, se ci sono". Ed è chiaro anche nella chiosa, quando evidenzia un possibile scenario destinato ad arrivare qualora anche ai bambini si imponessero certe scelte: "La follia - conclude - di questo Paese non avrà recupero neanche nelle future generazioni".

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