Se oggi il mese di marzo nel Ciclismo è dominato dalle sfide tra Alaphilippe, van Aert e Van der Poel, negli anni Settanta questa fase della stagione era uno dei regni di conquista preferiti da Roger de Vlaeminck. Il leggendario campione belga riuscì a vincere per ben sei volte la Tirreno-Adriatico, un record non ancora avvicinato, e per tre la Classicissima Milano-Sanremo. De Vlaeminck ha raccontato in un’intervista concessa a Wielerflits di aver seguito con particolare interesse la Corsa dei due mari che si è conclusa il 16 marzo scorso e che ha destato grandi entusiasmi tra gli appassionati.

Anche l’ex campione ha apprezzato lo spettacolo, ma non ha risparmiato qualche critica sia a van Aert che a Van der Poel, nonostante le due tappe vinte da ciascuno.

De Vlaeminck: ‘Ho inviato un messaggio a van Aert ma non mi ha risposto’

Anche a 73 anni Roger de Vlaeminck non ha perso quel suo modo anticonformista e un po’ ribelle di vedere il mondo e il ciclismo. L’ex campione vive in una fattoria nella campagna di Eeklo, nelle Fiandre, insieme al figlio ventenne Eddy, come il suo grande rivale Merckx, mentre la sua compagna Peggy, di 27 anni più giovane, lo raggiunge solo nei weekend. “Non volevo una moglie dopo il divorzio, ma l’ho incontrata un anno e mezzo fa qui a Eeklo ed è scattato qualcosa.

Vedersi nei fine settimana è sufficiente” ha raccontato De Vlaeminck, che passa gran parte del tempo in casa da quando è scoppiata la pandemia. “Per fortuna ci sono tante corse in tv, e non so quante partite di calcio ho visto. Poi mi godo gli animali in giardino, ho uccelli, capre e anche un cervo” ha continuato l’ex campione parlando della sua nuova vita.

Il ciclismo occupa ancora una parte importante delle sue giornate. De Vlaeminck non si perde una gara in tv e i suoi commenti restano molto pungenti. Il tre volte vincitore della Sanremo ha spiegato di essersi divertito seguendo la Tirreno Adriatico dei giorni scorsi, ma di essersi arrabbiato per alcuni comportamenti dei grandi protagonisti.

Wout van Aert ha corso in maniera davvero poco saggia quando Van der Poel ha vinto la sua prima tappa” ha analizzato De Vlaeminck a proposito della frazione di Gualdo Tadino.

“Ha tirato per più di 500 metri con Van der Poel a ruota, non avrebbe mai potuto vincere così, non doveva farlo. Nessuno può vincere in questo modo. Anzi, Hinault ce l’ha fatta, ha vinto così l’Amstel nell’81. Ero dietro di lui e non riuscivo a superarlo, ma era l’unico che poteva fare una cosa del genere” ha ricordato l’ex campione, che ha poi cercato di contattare van Aert dopo quella corsa. “Gli ho inviato un messaggio su Whatsapp ma non mi ha risposto” ha spiegato De Vlaeminck.

‘Perché Van der Poel non si è messo alla prova in salita?’

Più sorprendente è il commento che Roger de Vlaeminck ha riservato a Mathieu Van der Poel, vincitore di due tappe alla Tirreno-Adriatico, tra cui quella di Castelfidardo al termine di una lunga e spettacolare fuga solitaria. “Eppure Van der Poel mi ha deluso. Perché si è staccato subito nella tappa di montagna? Perché non mettersi alla prova in salita? È un peccato, credo che pensasse già alla tappa del giorno dopo e che abbia perso venti minuti deliberatamente per avere poi più libertà” ha dichiarato De Vlaeminck, che ha fatto un parallelo con il suo modo di vedere il ciclismo.

“Io ho sempre corso per vincere, basta guardare i miei risultati nella Tirreno Adriatico.

Quindici vittorie di tappa, comprese quattro o cinque cronometro, e sei classifiche finali. A differenza di van Aert, Van der Poel non si è impegnato neanche nella cronometro” ha analizzato De Vlaeminck.

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