Jannik Sinner ha consolidato il suo status di miglior tennista del momento, trionfando a Wimbledon contro Alexander Zverev. Il successo dell’azzurro, che si è imposto sull’erba londinese per la seconda volta consecutiva, è stato definito da Andy Roddick come un “dominio assoluto”. L’ex campione statunitense, oggi apprezzato opinionista, ha analizzato la prestazione di Sinner, sottolineando come il numero uno del mondo non abbia concesso nemmeno un break contro due avversari di altissimo livello come Novak Djokovic e Zverev. Roddick ha evidenziato dati significativi: “Sinner non ha subito un break contro Djokovic, miglior giocatore della storia alla risposta, e Zverev.
Ha affrontato 2 palle break, una per match. Negli ultimi 87 turni di servizio contro Zverev, non ha subìto un break. Se non è una forma di dominio questa…”, ha dichiarato l’ex tennista.
Il percorso di Sinner a Wimbledon è stato caratterizzato da una solidità impressionante, sia dal punto di vista tecnico che mentale. Roddick ha rimarcato la sua eccezionale costanza: “Analizziamo tutto quello che fa Sinner, ha perso una volta sola negli ultimi 40 match e ancora ne parliamo. Doveva vincere il Roland Garros, ok. Ma quella sconfitta non lo ha condizionato. In finale a Wimbledon, Zverev ha giocato praticamente un match perfetto, soprattutto nel primo set. Ma non è bastato”. Questa capacità di reagire alle difficoltà e di mantenere la concentrazione nei momenti chiave conferma Sinner come il miglior giocatore del pianeta, specialmente in assenza dell’infortunato Carlos Alcaraz.
L'azzurro, che a 24 anni ha già vinto 5 tornei dello Slam, continua a evolversi: “Non vedo segnali di rallentamento, non credo possa accusare fatica a livello mentale. Affronta i momenti chiave con estrema calma, lo ha fatto anche dopo i problemi fisici che gli sono costati il Roland Garros”.
La crescita che ha portato al trionfo londinese
La finale contro Zverev è stata combattuta, con il tedesco che ha tenuto testa a Sinner soprattutto nel primo set. L’azzurro, tuttavia, ha saputo cambiare marcia nei momenti decisivi. Dopo aver perso la finale dell’US Open lo scorso anno, Sinner aveva espresso la necessità di un cambiamento: “devo cambiare qualcosa”. Questo ha portato a un intenso lavoro sul servizio, migliorando ulteriormente il proprio gioco.
Roddick ha evidenziato questa evoluzione: “Ora, Sinner gioca con maggiore varietà: prepara il terreno per la palla corta e la gioca anche nei punti chiave”. In finale, Zverev ha avuto un’unica palla break nel terzo set, ma Sinner ha gestito la pressione con maestria, chiudendo il match con autorità e confermando la sua superiorità.
La reazione dopo Parigi e i numeri del successo
La stagione di Sinner era stata precedentemente segnata dalla delusione al Roland Garros, dove una serie di problemi fisici aveva interrotto la sua lunga striscia di vittorie. Dopo aver effettuato esami medici a Milano, l’azzurro è tornato in campo direttamente a Wimbledon, dimostrando una notevole maturità e superando anche momenti complessi, come la maratona al primo turno contro Kecmanovic.
In semifinale ha dominato Novak Djokovic senza concedere alcun break, e in finale ha superato Alexander Zverev con il punteggio di 6-7, 7-6, 6-3, 6-4. Le statistiche della finale parlano chiaro: Sinner ha prodotto 58 vincenti contro i 49 di Zverev e ha commesso solo 25 errori non forzati, a fronte dei 45 del tedesco. Zverev, che aveva vinto il Roland Garros, ha riconosciuto la superiorità dell’italiano: “Ha mostrato ancora una volta perché è il miglior giocatore del mondo”. Sinner è il primo tennista a vincere il titolo di Wimbledon senza concedere un game di servizio in semifinale e finale dai tempi di Roger Federer nel 2003. Nonostante la sconfitta, Zverev salirà al secondo posto del ranking mondiale, mentre Carlos Alcaraz, assente per infortunio, resta fuori dai giochi. Sinner, invece, si conferma il punto di riferimento indiscusso del tennis mondiale.