Sono stati investiti da feroci polemiche interne e non solo. La decisione del Partito Liberale Italiano e del Partito Sardo d’Azione di candidare i propri militanti nelle liste della lega di Matteo Salvini, piuttosto che tentare di presentare le proprie liste, ha causato parecchi malumori nei due partiti.

Polemiche e decisioni clamorose

I militanti del Partito Liberale italiano, a suo tempo, palesarono il proprio stupore e il proprio malcontento per la decisione dei leader del partito Stefano De Luca e Giancarlo Morandi di unirsi alla Lega.

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Il motivo del malcontento degli iscritti, fu la lontananza di Salvini e della Lega da quella che è la galassia liberale. Presidente e segretario, giustificarono la loro scelta asserendo che proprio Matteo Salvini fu l’unico leader del centrodestra a rispondere all’appello liberale fatto dal PLI per le elezioni. Giuseppe Biasini, Cinzia Bonfrisco e i due leader Stefano De Luca e Giancarlo Morandi. Questi i candidati dei liberali.

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Ancora più pesante il clima in casa sardista. Il rapporto tra il centrodestra e il partito che fu di Emilio Lussu ha raggiunto nelle scorse elezioni il massimo della sua unione, lasciando interdetti molti militanti. La scelta della base sardista ha avuto diverse conseguenze di peso. A Cagliari, una parte dei consiglieri comunali sardisti ha creato un gruppo consiliare autonomo fedele alla maggioranza di centro sinistra del sindaco Zedda; mentre l’assessore ai lavori pubblici Chessa, fedele alla linea del partito, ha visto la sua delega ritirata.

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Matteo Salvini Lega Nord

Anche a Nuoro, la scelta del PSd’AZ ha creato malumori. Anche in questo caso 4 consiglieri comunali hanno preso le distanze dalla scelta del partito, venendo immediatamente richiamati dalla dirigenza. La candidatura di un personaggio dotato di grande autorevolezza come Lorenzo Palermo, non ha placato gli umori dei dissidenti. Non solo, la scelta dei sardisti, ha attirato anche le critiche del neonato Progetto Autodeterminazione, la super lista indipendentista capeggiata da alcuni leader storici dell’indipendentismo sardo e dal noto giornalista Anthony Muroni.

La mossa giusta

In effetti, l’azzardo dei due partiti ha sortito i suoi frutti, complice anche il boom del partito di Salvini. Sia il Partito Liberale che il Partito Sardo d’Azione infatti, dopo oltre 20 anni, porteranno in parlamento dei propri rappresentanti tra l’esultanza della base dei partiti. Per quanto riguarda il PLI, infatti, saranno Cinzia Bonfrisco e Giuseppe Biasini a sedere rispettivamente a Senato e Camera, mentre per il PSd’AZ sarà il segretario nazionale Christian Solinas a sedere tra i banchi di Palazzo Madama.

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Delusione nell’uninominale invece per l’avvocato sardista Palermo, forte tuttavia di oltre 70.000 preferenze.

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