Sandro Gozi, ex deputato del Partito Democratico, è pronto a raccogliere le firme per abolire il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle: il reddito di cittadinanza. "La legge non c'è ancora, dunque non possiamo partire con la raccolta delle firme". Però l'ex sottosegretario agli Affari Europei nei Governi Renzi e Gentiloni sembra avere le idee piuttosto chiare: "Il comitato promotore per un referendum che abroghi il reddito di cittadinanza è sacrosanto, e io sono disposto a metterci la faccia, subito", ha dichiarato l’ex deputato del Pd, raccogliendo l'invito dell'ex ministro Giuliano Ferrara sul numero de 'Il Foglio' di lunedì scorso.

Gozi: 'La piazza di Torino è un luogo perfetto da cui partire'

Secondo Sandro Gozi, la piazza di Torino, dove si manifesta per il sì alla Tav, sarebbe in effetti un luogo perfetto da cui poter partire. "La battaglia per cancellare questo reddito di cittadinanza coincide con quella di chi afferma che bisogna andare avanti, investire nelle infrastrutture, credere nelle proprie capacità sia a livello personale sia come popolo".

Insomma, per Gozi, è la battaglia di chi crede che il lavoro si crei con lo sviluppo e non coi sussidi di Stato. Non dimentichiamo però che proprio il reddito di cittadinanza ha portato il Movimento 5 Stelle alla conquista di un successo clamoroso e oltre ogni aspettativa all'interno del Paese.

'Battaglia rischiosa ma che vale la pena combattere'

Per Sandro Gozi, è una battaglia rischiosa ma che vale la pena combattere.

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È sua intenzione quindi far partire la raccolta delle firme contro questo reddito di cittadinanza, contro "un obbrobrio partorito dal governo grilloleghista". Un referendum non contro il principio di aiutare gli ultimi o "di accompagnare le persone nella ricerca di un lavoro dignitoso", ma un referendum contro una misura pensata male e scritta peggio. Per l'ex deputato del Partito Democratico, trattasi di "una mancia indegna che non garantisce lavoro e che anzi incentiva il lavoro nero".

Secondo Gozi, lo stesso Alberto Brambilla, consulente economico di Matteo Salvini, avrebbe affermato d'altronde che trattasi di uno sperpero economico di sette miliardi di euro. Per l'ex deputato del Partito Democratico, la sfida contro questo reddito di cittadinanza è doverosa: appena la legge entrerà in vigore, si partirà con la raccolta delle firme per ottenere il referendum.

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