Il canone televisivo, meglio conosciuto come canone Rai, viene definito come un'imposta sulla detenzione di apparecchi adibiti alla ricezione di radioaudizioni di carattere televisivo. Il canone Rai, dal punto di vista giuridico, nasce attraverso la disposizione del lontano 21 febbraio 1938 (Regio Decreto Legge N. 246) che comanda il pagamento del canone di abbonamento per tutti coloro che detengano apparecchi per la ricezione di programmi televisivi. Le entrate derivanti da questa imposta vengono quasi interamente destinate alla Rai Radiotelevisione Italiana S.p.A., una società per azioni a capitale misto, che si occupa della produzione, nonché della trasmissione dei programmi della radio e della televisione che costituisce quello che viene comunemente definito con il termine di 'Servizio pubblico radiotelevisivo'.

La Rai è tenuta a rispettare, a sua volta, un contratto sottoscritto con lo Stato italiano, secondo cui si impegna, per esempio, a non trasmettere programmi di contenuto osceno o violento all'interno delle cosiddette 'fasce protette', a garantire il diritto all'informazione agli utenti, a sviluppare la diffusione di appositi canali tematici e alla trasmissione di particolari eventi culturali. La RAI e l'Agenzia delle Entrate hanno stipulato una convenzione attraverso la quale l'ente di riscossione viene incaricato dell'esazione del canone televisivo presso i contribuenti. A causa della forte evasione fiscale a cui è andato incontro, negli ultimi anni, il pagamento del canone RAI, sono state promosse diverse proposte di legge affinchè i cittadini vengano chiamati all'adempimento di tale obbligo: ricordiamo, ad esempio, la proposta di frazionare l'importo del canone radiotelevisivo e di portarlo in addizione all'importo della bolletta riguardante l'energia elettrica.

Il costo del canone ha subito una notevole evoluzione nel corso degli anni, ma fino alla fine degli anni 70, l'importo si è mantenuto intorno alle 20-25.000 lire; dal 1981 al 2000 è passato da 42.680 lire a 179.000 lire, fino a raddoppiare, in pratica, con l'avvento dell'euro agli attuali 113,50 euro.