A Sky TG24 è intervenuta l'economista e scrittrice Ilaria Bifarini, per esprimere le proprie valutazioni sulla legge di bilancio 2019 targata M5S-Lega. A tal proposito, l'economista neokeynesiana ha dichiarato: "Io credo che il Governo non dovrebbe rivedere la manovra in ottica più prudenziale, ma fare al contrario una manovra più forte e decisa imponendosi ancora di più verso i diktat imposti dall'Unione Europea.

Il problema di questa mancanza di crescita che sta diventando un male endemico per l'economia italiana e per il nostro Paese, è perché siamo proprio strozzati nella morsa dell'austerity".

L'autrice di "Neoliberismo e manipolazione di massa" e "I colony dell'austerity", già bocconiana, ha poi aggiunto: "Noi non riusciamo più a fare spesa pubblica, siamo in una situazione contingente di crisi della domanda per cui occorrerebbe una Politica keynesiana che aumenti gli investimenti e aumenti la spesa pubblica soprattutto in conto capitale.

Sarebbe l'unico modo per interrompere questo trend negativo e tornare quindi a crescere. Le stime andrebbero riviste per quanto riguarda una manovra più efficace, servirebbero delle misure quindi più forti. E però, per fare questo, dovremmo liberarci dalla morsa dei vincoli che ci impone Bruxelles".

Bifarini: 'L'Italia non era pronta ad entrare nell'Eurozona'

La collaboratrice di Scenarieconomici.it del prof.

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Politica M5S

Antonio Maria Rinaldi ha anche sostenuto: "Siamo partiti da una situazione sfavorevole nel momento in cui siamo entrati nell'unione monetaria europea. Avevamo un debito pubblico ben superiore rispetto ai parametri richiesti. Quindi è stata fatta una forzatura per far entrare l'Italia dentro l'Eurozona. Non c'erano affatto i requisiti perché l'Italia fosse ammessa. Il problema della crescita non riguarda soltanto l'Italia".

L'economista ha infatti spiegato che "i Paesi che hanno adottato la moneta unica sono cresciuti in misura di gran lunga inferiore rispetto a quelli europei non appartenenti all'Eurozona". "E questo ce lo dice lo stesso premio Nobel Joseph Stiglitz", ha sottolineato.

E a proposito del cavallo di battaglia del M5S, ossia il reddito di cittadinanza, Ilaria Bifarini ha affermato: "Io credo che il reddito di cittadinanza sia una misura di emergenza perché siamo di fronte a un tasso di povertà senza precedenti e a un tasso di disoccupazione giovanile unico nella storia d'Italia.

E' una misura di emergenza che serve a venire incontro a persone che altrimenti si troverebbero abbandonate dallo Stato. Non credo che sia un reddito di mantenimento per chi vuole rimanere a casa sul divano. Il reddito di cittadinanza esiste anche negli altri Paesi europei ed è stato concepito fra l'altro da grandi pensatori e filosofi dell'economia".

Bifarini: 'Siamo in avanzo primario da oltre 25 anni'

"Noi siamo da oltre 25 anni in avanzo primario cioè lo Stato chiede più di quanto eroga.

E non dovrebbe essere questo il ruolo dello Stato. Il fatto che il debito aumenti nonostante siamo in avanzo primario da quasi 30 anni è dovuto al perverso meccanismo degli interessi. In 30 anni abbiamo pagato tremila miliardi di euro di interessi", ha concluso l'economista Bifarini.

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