Extracomunitari si definiscono coloro che non hanno la cittadinanza di un Paese della comunità europea e che dunque provengono dal di fuori dell'UE. Più genericamente - ma meno precisamente - si dicono extracomunitari coloro che provengono dalle aree del mondo meno sviluppate economicamente, ovvero da regioni dell'Africa o dell'Asia. Molti sono i migranti che da queste terre arrivano nei Paesi occidentali, non sempre in modo legale, per lavorare.

Nel lessico giornalistico italiano l'espressione extracomunitario ha sostituito da qualche lustro "vu cumprà", in voga almeno fino alla fine del 1980 che veniva utilizzate in maniere dispregiativa per riferirsi al presunto lessico usato dai venditori ambulanti, soprattutto nordafricani. Extracomunitario è invece il termine neutro e maggiormente corretto entrato è nell'uso comune, anche se rimane un termine impreciso, sia perché l'Unione Europea non coincide con l'Europa geografica, sia perché solitamente non viene usato per descrivere persone prevenienti da Paesi più ricchi di quello di arrivo.

Ad esempio sono cittadini extracomunitari, in senso stretto, anche coloro che provengono dagli Stati Uniti, dal Canada o dall'Australia. Nell'ultimo censimento circa 15 mila statunitensi extracomunitari risiedevano in Italia, come pure circa 5000 canadesi e circa 2000 australiani. Sulla base dei dati Istat il totale dei cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia è di quasi 4 milioni di persone. I Paesi più rappresentati sono Marocco (oltre 500 mila), Albania (oltre 500 mila), Cina, Ucraina, Filippine. I minori costituiscono quasi il 25 per cento del totale. Circa 300 mila sarebbero quelli irregolari.

L'extracomunitario arrivato in Italia deve richiedere il permesso o carta di soggiorno, che è il documento che autorizza la presenza dello straniero nel nostro Paese, e che di solito è presupposto per una permanenza medio-lunga, visto che si deve possedere se si resta nel nostro Paese per più di tre mesi. Diversa è la "cittadinanza", che in Italia si acquisce - se non si è nati da un genitore italiano o non si sposa un cittadino italiano - solo dopo dieci anni di permanenza nel nostro territorio. I giornalisti hanno anche adottato una Carta dei doveri, in relazione all'informazione sui temi dell'immigrazione, in cui elencano un glossario dei termini più giuridicamente appropriati quando si parla di immigrazione (per esempio: rifiugiato, migrante, richiedente asilo) da utilizzare in modo più appropriato.